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04/12/2018 - REDDITO: SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE DIFFERENTE DA QUELLO REGIONALE

Una contribuente si è rivolta all’Agenzia delle Entrate per chiedere se la figlia, impegnata nel Servizio Civile Regionale, potesse essere ancora considerata fiscalmente a carico: inoltre, veniva chiesto all’Agenzia se il compenso derivante da tale impegno della figlia, così come avviene per gli operatori del Servizio Civile Universale, potesse essere considerato reddito esente, in virtù dell’agevolazione prevista dall’articolo 16, comma 3, del Decreto Legislativo n. 40 del 6 marzo 2017. Mediante risposta n. 82, datata 19 novembre 2018, le Entrate hanno dato parere negativo a quanto richiesto dalla contribuente, perché “l'esenzione fiscale citata deriva dalla Riforma del Terzo settore e dal successivo Dlgs 40/2017 che hanno creato un istituto del tutto nuovo, il Servizio civile universale, dipendente direttamente dalla presidenza del Consiglio. Il decreto contiene un articolo che consente comunque alle Regioni di istituire, in autonomia, servizi civili regionali con finalità proprie e non assimilabili al servizio civile universale. Inoltre il contratto sottoposto all'attenzione dell'Agenzia specifica chiaramente che il rapporto in questione si inquadrava come collaborazione coordinata con reddito assimilabile a quello dipendente”. Trattandosi dunque di profili giuridici diversi nella sostanza, le due prestazioni volontarie non possono essere inquadrate nel medesimo modo; inoltre, il reddito indicato nel caso specifico è superiore alla soglia massima prevista per legge di 2.840,51 euro, per cui la figlia della contribuente che ha interpellato le Entrate non può essere considerata come fiscalmente a carico del genitore.