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03/10/2018 - FLAT TAX, POSSIBILE AUMENTO IVA E ALTRE NOVITĄ FISCALI NEL DEF

“Viviamo un periodo storico molto delicato, in cui gli effetti della crisi economica che ha caratterizzato drammaticamente l’ultimo decennio sono ancora purtroppo attuali; e occorre trovare soluzioni coraggiose e allo stesso tempo lucide per invertire la rotta e facilitare la ripresa –afferma la Dott.ssa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia- anche se non si tratta di un obiettivo facile da raggiungere, perlomeno non nel breve periodo. E anche a questo aspetto, importantissimo, bisogna porre la giusta attenzione: sarebbe un errore gravissimo –continua la Dott.ssa Sergio- farsi prendere dalla foga e mettere in atto provvedimenti che non sappiano guardare al lungo periodo ma che potrebbero rivelarsi illusori con soluzioni apparentemente facili e immediate. Ripetiamo che sì, è essenziale avere coraggio, ma senza mai perdere la lucidità necessaria”.

Tra le iniziative poste in essere o ancora da perfezionare, ha sicuramente occupato la ribalta la manovra finanziaria approvata di recente: il Def, Documento di programmazione economica finanziaria, rappresenta infatti uno snodo cruciale per le scelte e le politiche che lo Stato ha deciso di adottare e che riguarda i principali argomenti destinati a influenzare le sorti economiche del Paese. Ovviamente non mancano discussione e polemiche, speranze e dubbi per un appuntamento molto importante, che assume ancor più rilevanza in un momento storico come quello attuale. Tra i punti più discussi c’è sicuramente la flat tax, ossia l’ampliamento del regime forfettario e di quello dei minimi e che dovrebbe riguardare circa un milione e mezzo di lavoratori che fanno parte della tanto bistrattata categoria delle partite Iva: in sostanza, i professionisti interessati a tale novità dovrebbero vedersi applicata un’imposta del 15% sostitutiva di Irpef, addizionali, Irap e Iva. Parallelamente, in programma anche una minore complessità per quel che concerne l’adempimento degli obblighi fiscali e contabili.

Le novità proposte e da discutere, correggere o implementare non si esauriscono ovviamente nella voce sopra menzionata e, sebbene non siano questi la sede appropriata e il momento più adatto per un’analisi politica ed economica approfondita e minuziosa, sarà utile dare un’occhiata ad altre voci legate al Documento che dovrà indirizzare le scelte e le iniziative del 2019. Tra le notizie più rilevanti troviamo sicuramente una non-innovazione, ossia il momentaneo abbandono dell’aumento delle aliquote Iva: non si tratta di un no definitivo a tale idea, ma di un temporaneo accantonamento. Secondo gli esperti, riprendere e concretizzare tale iniziativa avrebbe una ricaduta negativa sui consumi. Come detto, però, sull’argomento la situazione non appare ancora del tutto chiara e probabilmente la decisione finale in merito sarà influenzata da altri fattori.

“Ogni cambiamento importante e recante in nuce potenziali cambiamenti in numerosi settori –è il pensiero dell’Amministratore Unico del Caf Italia, la Dott.ssa Maria Emilda Sergio- va ovviamente analizzato al riparo da qualsiasi questione di parzialità politica, se si vuole davvero capire in che modo le proposte avanzate possano o meno apportare reali cambiamenti allo status quo. Noi da parte nostra cercheremo di comprendere al meglio quali sostanziali cambiamenti di questo provvedimento e di quelli che seguiranno potranno realmente aiutare il Paese a ripartire, facendo sempre ovviamente grande attenzione a tutto quel che gravita attorno al complesso mondo fiscale. Reputiamo ineludibile – conclude la Dott.ssa Maria Emilda Sergio- un intervento vigoroso che sappia ridisegnare il sistema fiscale italiano, per renderlo equo, trasparente, agile e sostenibile e continueremo a fare di tutto per dare il nostro contributo in tal senso, continuando a metterci a disposizione, come sempre, di tutti i contribuenti”.