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12/09/2018 - FISCO, IN VENT’ANNI +200 MILIARDI DI TASSE. L’EVASIONE SUPERA IL 16%

“La drammatica recessione economica che ha colpito l’Italia al pari di tanti altri Paesi –afferma l’Amministratore Unico del Caf Italia, la Dott.ssa Maria Emilda Sergio- continua a produrre i suoi effetti, effetti che indubbiamente sono stati amplificati da problemi riconducibili alla nostra realtà nazionale e che hanno reso, e di fatto rendono tuttora, particolarmente difficile voltare pagina e far ripartire in maniera concreta e decisa l’economia del nostro Paese. Il complesso rapporto fra contribuenti, siano essi privati cittadini o aziende, e il Fisco, riveste di sicuro un doloroso e importantissimo ruolo in queste accresciute difficoltà. Statistiche, studi e indagini –aggiunge la Dott.ssa Maria Emilda Sergio- non fanno che confermare, giorno dopo giorno, l’assoluta necessità di un intervento vigoroso in materia fiscale, intervento che invochiamo da tanto tempo e che riteniamo più che mai necessario”.

Un Fisco sempre più esigente e percepito come nemico, abbinato in maniera purtroppo quasi automatica ad un’evasione fiscale a livelli altissimi e particolarmente deleteria per la salute delle casse pubbliche: questa in estrema sintesi l’immagine che ci consegna la storia degli ultimi vent’anni, con un aumento alla voce tasse che si avvicina alla cifra di 200 miliardi di euro nell’arco di tempo che abbraccia gli anni compresi fra il 1997 e 2017. I 198 miliardi in più infatti portano il totale da 304 miliardi a 502 miliardi di euro; come accennato, però, contestualmente a tale doloroso aumento c’è da registrate un tasso di evasione ancora preoccupante, che si attesta al 16,3% e che, tradotto in termini assoluti, significa per i conti pubblici un ammanco di circa 114 miliardi di euro.

Oltre al peso fiscale imponente e sempre in crescita, va sottolineato come il sistema fiscale italiano si contraddistingua per complessità, basti pensare al fatto che esistono più di 100 voci che includono bolli, addizionali, ritenute e imposte di ogni sorta. E questa complessità, che rende ancora più drammatico il peso del carico fiscale, ha come ulteriore effetto negativo un’evasione sempre difficile da contrastare. La media nazionale del 16,3% tocca percentuali considerevolmente più alte in particolari zone, specialmente al Sud: in Sicilia si arriva al 22,3%, in Campania al 23,4% e in Calabria (maglia nera di questa triste graduatoria) al 24,7%. E il tutto a danno della collettività fatta di lavoratori autonomi e dipendenti, oltre che di aziende di piccole e medie dimensioni, che devono scontare le mancanze causate dall’evasione fiscale e che si misurano, quotidianamente, con un peso fiscale realmente insostenibile.

“Purtroppo non riusciamo ancora a vedere segnali concreti di miglioramento –osserva la Dott.ssa Maria Emilda Sergio- nonostante le sensazioni positive con cui il 2018 si era aperto. I medesimi problemi continuano ad affliggere il nostro Paese, l’economia arranca e il mondo del lavoro continua a scontare lacune e difficoltà che sembrano essere ormai croniche. Senza una reale inversione di marcia, con una riforma fiscale importante –conclude l’Amministratore Unico del Caf Italia- difficilmente si potrà fornire una base solida a quel cambiamento sociale ed economico di cui il Paese non sembra poter fare a meno. Dal canto nostro continueremo senza sosta, come abbiamo sempre fatto, a evidenziare la necessità di un Fisco più in linea con le esigenze reali del Paese, trasparente, severo con gli evasori, ma sostenibile ed equo”.