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05/09/2018 - FISCO, MANO PESANTE ANCHE SULLE PICCOLE IMPRESE

“È risaputo che una delle caratteristiche distintive del nostro Paese, perlomeno per ciò che concerne il tessuto produttivo nostrano, è la grandissima importanza che hanno le micro imprese. Le piccole aziende –dice La Dott.ssa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia- sono davvero per il nostro Paese, e molto più di quanto accade in altri Paesi, specialmente fra quelli più sviluppati, il motore dell’economia. Purtroppo però la crisi economica ha colpito molto duramente tantissime realtà su tutto il territorio nazionale –prosegue la Dott.ssa Sergio- e per le aziende di piccole dimensioni è molto complicato riuscire a rimettersi in carreggiata; tra le mille difficoltà da superare c’è da fare i conti anche con un Fusco particolarmente arcigno e che appare sempre più come poco attento alla realtà economica e sociale di un Paese come l’Italia, Paese quanto mai bisognoso di ripartire e di rilanciare la propria economia ma che, paradossalmente, non sembra in grado di tutelare i propri punti di forza fra cui, ad esempio, proprio le piccole imprese”.

Per comprendere l’incidenza che l’universo delle piccole imprese ha nel panorama produttivo italiano non occorrono grandi sforzi di interpretazione ma basta dare un’occhiata ai numeri e alle percentuali che ne raccontano la realtà. Considerando come piccola impresa ogni azienda con un numero di addetti minore di 20, scopriamo che tale tipologia rappresenta qualcosa come il 98,2% del totale, con circa 5 milioni di imprenditori, liberi professionisti, negozianti, artigiani che danno lavoro a una platea di circa 8 milioni di persone; altro dato importante, le micro imprese detengono il 56,4% del totale di impiegati del settore privato presenti sul territorio italiano. Il problema però, come accennato prima, è che tra le numerose difficoltà legate al particolare periodo storico, segnato da un decennio abbondante di recessione, trova spazio un rapporto molto complesso col sistema fiscale.

Le prestazioni fiscali richieste alle piccole imprese sono veramente importanti, basti pensare che nel 2017 queste e i lavoratori autonomi hanno versato per tasse e imposte qualcosa come il 53% del totale delle principali imposte versate dal sistema economico, con una cifra che sfiora i 44 miliardi di euro; le medie e grandi imprese, per fare un confronto, hanno contribuito a tale versamento con il 47% del totale, ossia con meno di 40 miliardi di euro. Ciononostante, seppur al cospetto di una crisi economica di portata drammatica soprattutto per le piccole realtà imprenditoriali, sono proprio le piccole imprese a tenere botta, mentre le difficoltà accusate dal sistema economico e produttivo italiano nel tentativo di mantenere un alto livello di competitività sono riconducibili più che mai alla scarsa presenza di grandi imprese.

“La vicenda delle piccole imprese nostrane –aggiunge l’Amministratore Unico del Caf Italia, Dott.ssa Maria Emilda Sergio- è emblematica di come l’attuale sistema fiscale debba necessariamente essere rivisto e ripensato in altri termini, con coraggio, lucidità e anche con una certa urgenza. Imprese, cittadini, lavoratori: ogni categoria dovrebbe poter avere delle opportunità concrete per fare la propria parte a beneficio dell’intera collettività. C’è più che mai bisogno di uno sforzo congiunto –conclude la Dott.ssa Sergio- per far ripartire il Paese, ma occorre fare in fretta quanto necessario: un cambiamento sostanziale, effettivo e importante però non può che passare dalla realizzazione di un sistema fiscale diverso, equo, trasparente e attento alla realtà del Paese”.