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10/08/2018 - EVASIONE IVA, IMPRENDITORE PUÒ ESSERE ASOLTO SE FALLISCONO I PRINCIPALI CLIENTI

Arriva dalla Corte di Cassazione un interessantissimo chiarimento in merito a un tema molto delicato e che, in un periodo di crisi come quello che abbiamo vissuto e che non è ancora davvero finito, riguarda innumerevoli casi. La Sentenza al centro dell’argomento in questione è la n. 37089 del primo agosto 2018: con tale sentenza la Corte di Cassazione ha provveduto ad annullare la condanna emessa dalla Corte d'Appello di Milano a carico di un manager che si era indebitato con il Fisco a causa della crisi di liquidità determinata dalle procedure concorsuali alle quali erano stati sottoposti i clienti principali. Di fatto, dunque, la Cassazione ha dato ragione a un imprenditore che aveva continuato a fatturare i servizi offerti esponendosi così a un sempre crescente debito Iva, nonostante la crisi dei clienti poi addirittura falliti. I giudici di merito avevano sostenuto che, per non alimentare il debito con l'Erario, l'uomo avrebbe dovuto sospendere l'erogazione delle prestazioni e quindi evitare di emettere tali fatture. Va chiarito comunque un aspetto importante: occorre la prova che non sia stato altrimenti possibile per il contribuente reperire le risorse necessarie a consentirgli il corretto e puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie, pur avendo posto in essere tutte le possibili azioni, anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale, dirette a consentirgli di recuperare, in presenza di una improvvisa crisi di liquidità, quelle somme necessarie ad assolvere il debito erariale, senza esservi riuscito per cause indipendenti dalla sua volontà e ad egli non imputabili. In definitiva, dunque, l’imprenditore che non paga l’imposta a causa del fatto che i suoi clienti principali siano falli può essere assolto dal reato di evasione IVA.