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01/03/2018 - IL FISCO, UNA MACCHINA COMPLESSA CHE RALLENTA ANCHE IL LAVORO DELLA CASSAZIONE

“Troviamo davvero quantomeno sorprendente che l’universo fiscale, in virtù della sua attuale innegabile complessità, ma soprattutto per via della fondamentale importanza che riveste nella quotidianità di milioni e milioni di persone –dichiara la dott.ssa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia- non venga ancora adeguatamente trattato come materia che necessita di interventi di estrema urgenza, sotto molteplici punti di vista. Pur tacendo delle enormi difficoltà in mezzo alle quali i professionisti del settore si trovano a lavorare, argomento più volte trattato e portato all’attenzione delle istituzioni competenti e che rappresenta ancora una partita aperta, rimangono numerose questioni irrisolte i cui effetti negativi –continua la Dott.ssa Sergio- si ripercuotono, e in maniera per nulla trascurabile, sull’intera collettività. Auspichiamo un importante e deciso cambio di rotta, perché la situazione rischia di aggravarsi ulteriormente”.

Come sostenuto da un’autorevole ricerca internazionale il Fisco italiano, dati alla mano, è tra i più complessi al mondo, occupando una poco edificante terza posizione in graduatoria e addirittura la prima se si considerano solo i Paesi dell’Unione Europea. Solo Brasile e Turchia, infatti, presentano un grado di complessità più elevato del nostro. Per approfondire la notizia, da noi trattata meno di un anno fa, vi invitiamo a leggere qui https://www.cafitalia.eu/news/?id=439 Tale complessità però non riguarda solo i cittadini comuni che, nelle vesti di contribuenti, faticano e non poco a districarsi tra norme, obblighi e possibili agevolazioni che spesso appaiono inintelligibili senza la presenza di un esperto o di un professionista. A evidenziare le lacune di un sistema che riguarda tutti è la stessa Corte di Cassazione: i giudici della Suprema Corte, infatti, fanno notare come la difficoltà a smaltire i ricorsi di natura fiscale comporti un generale rallentamento del lavoro di tale importantissimo organo. Un dato su tutti deve far riflettere in tal senso: su 30mila nuovi procedimenti presentati nel corso del 2017, ben 11mila riguardano materie fiscali, ossia un terzo del totale.

Si tratta dunque di un problema non di poco conto, tanto da essere indicato come una vera e propria emergenza; tale problema, inoltre, vanifica il miglioramento della produttività della Suprema Corte (nel 2017 tutte le sezioni civili, a parte la tributaria, hanno smaltito più processi di quelli sopravvenuti e la durata media è scesa per la prima volta sotto i tre anni). E spiega l'ingolfamento della Sezione tributaria, dove è incardinato il 50% dei processi in attesa di trattazione. I giudizi deliberati nel 2017 sono stati 260mila (poco meno di 203mila in primo grado e circa 59mila in secondo) per un valore complessivo di 30,7 miliardi (di cui 20,9 dinanzi alle corti di primo grado e 9,8 circa per le corti tributarie in grado di appello. I procedimenti pendenti al 31 dicembre erano invece circa 417mila, per un valore di oltre 50,37 miliardi di euro. L’occasione per affrontare l’argomento è stata l’inaugurazione dell’Anno giudiziario tributario 2018.

“Continuiamo a ritenere assolutamente urgente, oltre che doveroso –aggiunge la Dott.ssa Maria Emilda Sergio- un intervento complessivo in materia fiscale che sappia realmente comprendere e affrontare tutte le problematiche presenti che caratterizzano il nostro sistema fiscale. Come detto, anche la già di per sé complessa macchina della giustizia risente in maniera pesante di determinate inefficienze, legate a un sistema farraginoso che, per di più –conclude l’Amministratore Unico del Caf Italia- viene percepito come iniquo e insostenibile dai cittadini”.