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11/10/2017 - UE: PORTALE ONLINE PER DICHIARAZIONI IVA

Uno degli obiettivi più importanti che l’Unione Europea spera di raggiungere è quello di avere un Fisco chiaro, trasparente ed efficiente: si tratta di un traguardo molto ambizioso e abbastanza complesso, il cui successo è legato a filo doppio alla cooperazione fra i diversi Paesi, nonché alla capacità e alla disponibilità degli Stati membri di tenere il passo riguardo alla innovazioni già introdotte o che verranno illustrate nel breve periodo. A tal proposito, la Commissione Ue ha evidenziato ancora una volta la necessità di mettere in pratica un piano d’azione per la modernizzazione del sistema comune dell’Iva, e tra gli obiettivi riconducibili a questo traguardo generale troviamo il progetto di un portale online di dimensione europea, mediante il quale far transitare dichiarazioni e versamenti Iva di ogni singola impresa che vende beni a livello intracomunitario, con la possibilità per ciascuna azienda di fare tutto nel proprio Paese, utilizzando la propria lingua e una modulistica analoga a quella nazionale. Ciò comporterebbe un notevole risparmio per gli operatori economici, stimabile in circa un miliardo di euro l’anno, per i minori costi di compliance. Uno dei punti centrali della riforma è anche quello di dare un taglio agli adempimenti, interrompendo la situazione attuale in cui chi vende in tutti i Paesi europei deve fronteggiare 27 differenti regimi; accanto a questo, la necessità di porre fine, attraverso un pacchetto di misure ad hoc, al fenomeno delle frodi carosello, che incidono negativamente sulle casse erariali per circa 50 miliardi di euro all’anno. Il portale “one stop shop” dovrà quindi riscuotere l'Iva nelle cessioni intracomunitarie, tassate secondo le nuove modalità, con applicazione dell'imposta da parte del cedente, secondo l'aliquota vigente nello stato del cessionario (abbandonando quindi il regime di reverse charge oggi in uso). Per consentire a imprese, professionisti e alle stesse amministrazioni fiscali una transizione graduale, le nuove regole dovrebbero entrare in vigore dal 2022. Nel frattempo, l'agenda prevede due fasi intermedie. La prima sarà finalizzata a definire il quadro legislativo: Bruxelles metterà a punto le proposte tra il prossimo mese di novembre e la primavera del 2018, previa consultazione dell'europarlamento e via libera dell'Ecofin. La seconda fase vedrà l'implementazione vera e propria del nuovo regime, inizialmente solo per alcune categorie di beni e poi per tutte le operazioni cross border.