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09/08/2017 - DOCENTI E RICERCATORI CHE TORNANO IN ITALIA: OK AI BENEFICI ANCHE PER CHI IN ASPETTATIVA

L’Agenzia delle Entrate, per mezzo della Risoluzione n. 92/E dello scorso 14 luglio 2017, si è espressa in merito alle agevolazioni previste per il rientro in Italia di quei ricercatori e docenti che si trovano in aspettativa. La comunicazione in questione, avente per l’appunto come oggetto l’attività di ricerca o docenza all’estero in regime di aspettativa senza assegno, con riferimento proprio agli incentivi per il rientro dall’estero (ex articolo 44 del Decreto Legge n. 78 del 31 maggio 2010), chiarisce come tali incentivi debbano essere riconosciuti anche a docenti e ricercatori che, sebbene in aspettativa, sono iscritti regolarmente all’Aire e rientrano e riprendono la residenza in Italia. Secondo quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2017, all’articolo 1, comma 149, viene eliminata la condizione in base alla quale il beneficio fiscale è appannaggio esclusivo di chi rientra nel nostro Paese entro il termine ultimo del 31 dicembre 2017. Bisogna ricordare come l’istituto dell’aspettativa, richiesta dal lavoratore e concessa dal datore di lavoro, è causa di sospensione del rapporto di lavoro dipendente per uno o più periodi, se goduta in modo frazionato, già determinati dall’inizio della sospensione stessa: nel periodo o periodi di sospensione si interrompe il nesso di corrispettività delle prestazioni, cioè il sinallagma del contratto di lavoro, anche se il dipendente conserva il diritto al posto di lavoro. Ovviamente, restano invariate le condizioni indispensabili affinché docenti e ricercatori possano fruire dei benefici indicati dalla legge, ossia: il possesso di un titolo universitario o equiparato; essere non occasionalmente residenti all’estero; svolgere attività documentata di ricerca o di docenza all’estero, presso centri di ricerca pubblici o privati o presso università, per un periodo minimo di 2 anni consecutivi, tornando successivamente in Italia entro i 7 anni solari successivi per svolgere la propria attività, acquisendo la residenza fiscale nel nostro Paese.