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11/07/2017 - LAVORO OCCASIONALE: AL VIA LA RIVOLUZIONE DEI VOUCHER

I tanto vituperati voucher, utilizzati come mezzi di pagamento per il lavoro occasionale di tipo accessorio, sono stati aboliti nel corso del 2017, si potrebbe dire quasi a furor di popolo. Tuttavia, dopo un periodo piuttosto breve, sono in una certa maniera ricomparsi, generando nuove polemiche prontamente respinte da chi ha messo in piedi la nuova versione dei cosiddetti buoni lavoro: il nuovo contratto di prestazione occasionale avrà come nome “Presto”, e dovrebbe in teoria mandare definitivamente in soffitta i vecchi voucher con tutto ciò che rappresentavano, ossia un utilizzo molto spesso improprio di questi strumenti di pagamento, a danno dei lavoratori ai quali tali pagamenti erano indirizzati. E così, la fase post voucher, accantonati dal 17 marzo scorso, si è ufficialmente aperta ieri, 10 luglio 2017, data indicata da tempo come quella a partire dalla quale “Presto” avrebbe dovuto essere operativo sulla piattaforma telematica dell’Inps. Proprio l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha fornito le indicazioni operative tanto attese relativamente all’utilizzo del nuovo strumento di pagamento per il lavoro occasionale, mediante la pubblicazione della Circolare n. 107 del 5 luglio 2017, che prende le mosse da quanto disposto nel Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017.

“In un sistema di lavoro in cui è quasi concepito come normale, ed è ancora presente, il fenomeno delle false Partite Iva, ossia di datori di lavoro che iniziavano un vero e proprio rapporto di lavoro gerarchico con i lavoratori, mascherandolo da collaborazione con professionisti autonomi, al fine di pagare meno tasse e senza riconoscere ai lavoratori in questione i diritti previsti dal contratto da dipendente, pretendendone però gli obblighi, in primis il rispetto di subordinazione e il rispetto di orari fissi- dice l’Amministratore Unico del Caf Italia, la Dott.ssa Maria Emilda Sergio- ecco, in un sistema di questo tipo hanno trovato spazio altre realtà irregolari che, purtroppo, erano largamente diffuse e, ahimè, accettate. Tra queste, senza dubbio, la vicenda dei voucher è una delle più note, per via dei numerosissimi lavoratori che con tale mezzo di pagamento hanno dovuto fare i conti in questi ultimi anni. Speriamo che adesso –aggiunge la Dott.ssa Sergio- i cambiamenti introdotti aiutino a regolarizzare la posizione dei collaboratori occasionali, tutelandone i diritti”.

Il ricorso alla prestazione occasionale prevede l’utilizzo di due possibili strumenti. Il primo è il Libretto famiglia per le persone fisiche, se il datore di lavoro è una persona fisica che se ne serve non nell’esercizio dell’attività d’impresa o professionale, mentre il secondo è il Contratto di prestazione occasionale per le imprese, da utilizzare negli altri casi. C’è da aggiungere che il Contratto di prestazione occasionale per le imprese non è consentito da parte di chi ha più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato, nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi, da parte di imprese agricole (salvo i casi specificatamente previsti dalle norme in vigore) e da parte di imprese operanti nel settore edile e affini. Riguardo ai limiti stabiliti, ogni lavoratore potrà incassare al massimo 5mila euro all’anno e mai più di 2.500 euro per singolo utilizzatore; l’utilizzatore, da parte sua, non potrà erogare più di 5mila euro di compensi in un anno. I voucher emessi prima dell’abrogazione potranno ancora essere utilizzati per tutto il 2017, mentre continueranno ad essere erogati fino al 31 dicembre di quest’anno quelli inerenti all’ambito del bonus baby sitter alternativo al congedo parentale.

“Intervenire in maniera netta e decisa sulla questione dei voucher lavoro –dice la Dott.ssa Sergio- era doveroso e urgente. Le situazioni ancora poco chiare in materia occupazionale sono estremamente dannose, sia per lavoratori e contribuenti, sia per il sistema fiscale in genere: molto spesso, infatti, dietro a situazioni non adeguatamente regolamentate –conclude l’Amministratore Unico del Caf Italia- si annidano vicende di elusione ed evasione fiscale diffuse. Occorre combattere con decisione contro situazioni di questo tipo, per ottenere il doppio, importantissimo obiettivo del risanamento dei conti pubblici e della ripresa occupazionale ed economica del Paese”.