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19/06/2017 - LITI FISCALI IN CALO, E CHI PERDE SPESSO PAGA LE SPESE

La diffusione della Relazione annuale per il 2016 da parte della Direzione giustizia tributaria del Dipartimento finanze consente di analizzare aspetti di grande interesse legati al variegato mondo del fisco: in particolare, emergono alcuni dati riconducibili alle cosiddette liti fiscali su cui può essere utile soffermarsi. A seguito della riforma del contenzioso tributario, che ha come riferimento normativo il decreto legislativo n. 156 del 24 settembre 2015, la possibilità da parte del giudice di ripartire le spese tra le parti è ormai limitata solo ai casi di soccombenza reciproca ovvero quando sussistano ragioni definibili gravi ed eccezionali che, ad ogni modo, devono essere obbligatoriamente e adeguatamente motivate nella sentenza. Di conseguenza, chi perde nelle liti tributarie si trova sempre più di frequente a dover sostenere anche le spese processuali: tale novità ha probabilmente un suo peso nella diminuzione fatta registrare dalla quantità delle liti fiscali, calate dell’11,6% rispetto all’anno precedente e attestatesi alla quota di 469mila circa, dopo aver toccato il numero di 720mila nel 2011. In quasi 7 casi su 10, nel 2016, l’Agenzia delle Entrate ha riportato una vittoria nei conteziosi tributari, considerando che il 69% delle sentenze hanno confermato le pretese dell’Agenzia, totalmente o anche solo in maniera parziale. Le liti fiscali presentate nei due gradi di giudizio nel corso dell’anno passato hanno un valore che si aggira intorno ai 31,7 miliardi di euro.