07/11/2026 - RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO SULLA FISCALITA' DELLE IMPRESE
"La fiscalità europea rimane argomento di primaria importanza nelle agende politiche nazionali ma anche e soprattutto tra le tematiche principali per l'Unione Europea - dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - anche perchè negli ultimi anni è cresciuta in maniera esponenziale l'azione di organismi come per l'appunto l'UE e l'OCSE in tale, delicatissimo ambito. In particiolare, la questione della tassazione delle imprese e, in genere, del lavoro, continua a rimanere argomento di grande attualità anche per via della costante, inevitabile crescita di rilevanza del Fisco come vero e proprio strumento attivo di politica economica dei Governi e a livello internazionale. L'evoluzione in atto, i grandi temi di oggi, le numerose e diffuse cause di instabilità legate anche ai tanti conflitti in atto in diverse regioni del mondo - aggiunge l'Amministratore Unico del Caf Italia - portano inevitabilmente a cercare anche nel sistema fiscale quelle contromisure e quelle soulzioni ottimali da contrapporre all'incertezza che riguarda il contesto generale a livello economico e politico.".
Arriva dal Parlamento Europeo un nuovo, importante passo in avanti in materia di fiscalità in seno all'Unione: in particolare, l'organo legislativo europeo trasmette un documento di grande importanza in materia di tassazione societaria nel contesto internazionale, ossia una Risoluzione destinata a incidere in maniera concreta sull'evoluzione attuale. L'approccio dell'UE è dunque propositivo e di ampio respiro, poiché mira ad affrontare diverse questioni, tra cui appunto il tema della competitività dell'ecomomia e della fiscalità europea nel più ampio quadro globale, così come gli effetti dell'attuazione del progetto OCSE/G2 sulla ormai nota tassazione minima globale e le criticità presenti in accordi e rapporti con altri soggetti internazionali. Grande risalto viene dato al fatto che, in materia di competitività, sia fondamentale avere un contesto fiscale Europeo dotato di stabilità e trasparenza e capace di essere attrattivo per poter invogliare investimenti stranieri: il necessario coordinamento europeo non toglierebbe importanza al ruolo delle diverse fiscalità nazionali, chiamate piuttosto a utilizzare in maniera efficace la flessibilità a disposizione per proporre soluzioni nazionali in grado di valorizzare ulteriormente la linea europea adottata e condivisa.
Attraverso la Risoluzione, il Parlamento Europeo fornisce indicazioni ben precise anche riguardo la necessità di utilizzare strumenti in grado di proteggere vantaggi fiscali concorrenziali e di preservare gli incentivi fiscali destinati a ricerca, innovazione e sviluppo. Allo stesso tempo, vengono considerate proorità assolute anche le azioni volte a favorire la semplificazione, la chiarezza e la trasparenza, nonché quelle in grado di rendere più agevoli e uniformi le regole e i concetti. Nella Risoluzione c'è spazio anche all'invito da parte del Parlamento Europeo alla Commissione Europea di intervenire in maniera più incisiva e decisa per quel che riguarda il coordinamento e le misure da adottare nella complessa lotta contro gli abusi fiscali, attraverso lo strumento della cooperazione internazionale: in tal senso, assume un ruolo decisivo il costante, progressivo lavoro di coordinamento anche in materia di Secondo Pilastro. E sempre in materia fi fiscalità internazionale, il rulo delle Nazioni Unite viene riconoscuto come di primissimo piano nel cruciale dibattito sulla governance fiscale globale, con tanto di esplicito invito agli Stati membri dell'Unione Europea ad avere una partecipazione sempre più attiva sulla Convenzione Quadro a firma ONU.
"Imprenditorialità e crescita, così come competitività e lotta agli abusi e ai reati fiscali rappresentano ormai da tempo argomenti di primissima importanza che travalicano abbondantemente i confini nazionali - dice l''Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - per incanalrsi inevitabilmente in spazi più ampi che riguardano tanto l'Unione Europea quanto soggetti autorevoli come l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico e le Nazioni Unite. Vedere come l'Unione Europea inviti costantemente i Paesi membri ad abituarsi a questo tipo di visione allargata, sottolineando la necessità di essere parte attiva anche in seno all'OCSE e all'ONU, oltre che alla stessa Unione, è emblematico del mutato panorama internazionale e dell'evoluzione delle questioni fiscali, in conseguenza delle nuove esigenze e delle nuove sfide che riguardano direttamente il Fisco. I sistemi fiscali nazionali, quindi, hanno adesso ancora maggiori responsabilità - conclude la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e un ruolo ancora più di primo piano nell'insieme delle scelte e delle strategie globali".