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04/11/2026 - BONUS CASA 2027

Il DDL di Bilancio 2027 protrae le detrazioni per ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus, ma introduce un limite unico di spesa di 96.000 euro per l'ecobonus e di 40.000 euro per unità condominiale negli interventi sulle parti comuni. Riapprovato anche il bonus mobili. Il disegno di legge di Bilancio 2027-2029, nel testo bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato, conferma per il 2027 le principali detrazioni fiscali per gli interventi sugli immobili. Si interviene sulle disposizioni vigenti e vengono prorogando le aliquote del 50% per l'abitazione principale e del 36% negli altri casi, alle condizioni previste dalla normativa. La novità più meritevole di attenzione riguarda l'ecobonus, per questo viene previsto un tetto unico di spesa che sostituisce il precedente sistema di massimali differenziati per tipologia di intervento. Il disegno di legge deve ancora completare l'iter parlamentare e potrebbe quindi subire modifiche. Per le spese che si sosterranno nel 2027, il DDL di Bilancio conferma le aliquote agevolate per bonus ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus. Nel dettaglio: 50% per gli interventi sull'unità immobiliare adibita ad abitazione principale, quando le spese sono sostenute dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento; 36% negli altri casi. La maggiorazione al 50% non riguarda quindi indistintamente tutti gli immobili qualificati come prima casa, ma è subordinata ai requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla norma. Per ecobonus, sismabonus e bonus mobili è prevista la ripartizione della detrazione in dieci quote annuali di pari importo. Per gli interventi che proseguono lavori iniziati negli anni precedenti, ai fini del limite di spesa dell'ecobonus e del sismabonus si tiene conto anche delle spese già detratte.  Una delle più rilevanti modifiche contenute nel DDL di Bilancio 2027 riguarda i massimali dell'ecobonus. La nuova disciplina contiene: 96.000 euro complessivi per unità immobiliare e 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio, per gli interventi sulle parti comuni condominiali. Il cambiamento è notevole poiché l'attuale disciplina dell'ecobonus è basata su un sistema articolato di limiti, diversi a seconda della tipologia di intervento. Per diverse opere è previsto un massimale di spesa, mentre per altre il limite riguarda direttamente l'importo massimo della detrazione. Con il nuovo sistema previsto dal DDL, i diversi interventi di efficientamento energetico concorreranno invece al raggiungimento di un unico tetto complessivo. Quanto appena descritto significa che le spese sostenute, per citare degli esempio, per la sostituzione degli infissi, l'installazione di pompe di calore o la realizzazione di interventi di isolamento termico dovranno essere considerate complessivamente ai fini del limite agevolabile. Per gli interventi di importo non eccessivo, il cambiamento potrebbe non produrre effetti significativi. Differenze si trovano nel caso delle riqualificazioni energetiche più articolate, che prevedono l'esecuzione di più lavori sullo stesso immobile. In queste situazioni, il nuovo limite potrebbe ridurre la quota di spesa sulla quale calcolare la detrazione. L'ecobonus interessa gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, comprese le parti comuni condominiali, nel rispetto dei requisiti tecnici previsti dalla normativa. Tra gli interventi agevolabili rientrano, alle condizioni richieste: gli interventi di riqualificazione energetica globale degli edifici; gli interventi sull'involucro edilizio e di isolamento termico;  la sostituzione delle finestre comprensive di infissi; l'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda; gli scaldacqua a pompa di calore; i sistemi ibridi ammessi dalla normativa; le schermature solari; i micro-cogeneratori e i generatori a biomasse; i dispositivi per il controllo da remoto degli impianti. Sono nuovamente escluse dall'agevolazione le spese per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. Il DDL di Bilancio conferma anche per il 2027 il bonus ristrutturazioni, mantenendo il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Le aliquote previste sono: 50% per gli interventi sull'abitazione principale effettuati dai proprietari o dai titolari di diritti reali di godimento e 36% negli altri casi. L'agevolazione è rivolta verso gli interventi di recupero del patrimonio edilizio individuati dalla normativa fiscale. Anche per il bonus ristrutturazioni resta esclusa la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. Il massimale del bonus ristrutturazioni resta autonomo rispetto al nuovo limite previsto per l'ecobonus.  La manovra proroga anche il bonus mobili per le spese sostenute nel 2027. L'agevolazione consiste in una detrazione del 50% delle spese sostenute per l'acquisto di mobili destinati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione, su un importo massimo di 5.000 euro. Per accedere al beneficio è necessario che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano iniziati dal 1° gennaio dell'anno precedente a quello dell'acquisto. Se i lavori sono stati effettuati, oppure iniziati e proseguiti, nell'anno precedente, il limite di 5.000 euro deve essere calcolato al netto delle spese già detratte in quell'anno per il medesimo intervento. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Il DDL di Bilancio proroga per il 2027 anche il sismabonus, destinato agli interventi di riduzione del rischio sismico. L'agevolazione è rivolta agli edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, destinati ad abitazione o ad attività produttive, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa. Le aliquote sono fissate al 36%, elevate al 50% per gli interventi sull'abitazione principale quando ricorrono i requisiti richiesti. Il limite di spesa previsto è pari a 96.000 euro per unità immobiliare. Per gli interventi sulle parti comuni condominiali, il limite è pari a 96.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio. Tra le spese agevolabili rientrano anche quelle sostenute per la classificazione e la verifica sismica. Resta inoltre prevista l'agevolazione per l'acquisto di unità immobiliari situate in edifici demoliti e ricostruiti da imprese di costruzione o ristrutturazione, alle condizioni stabilite dalla normativa. Gli immobili devono essere venduti entro trenta mesi dalla conclusione dei lavori e l'intervento deve determinare la riduzione di almeno una classe di rischio sismico. Il DDL di Bilancio prevede anche il rifinanziamento, con 50 milioni di euro per il 2027, del fondo per gli elettrodomestici. I criteri, le modalità e i termini per l'accesso al contributo saranno definiti con decreto del Ministero delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge.