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24/10/2026 - OCSE, DATI SULLA COMPETITIVITA' FISCALE

"Con il passare degli anni il ruolo del Fisco a livello nazionale e, soprattutto, internazionale è radicalmente cambiato o, per meglio dire, è cambiata la percezione del ruolo che esso ha nello scacchiere strategico, economico e sociale generale - è quanto afferma la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - e di consegienza sono finalmente venute fuori analisi, valutazioni e riflessioni molto più accurate e precise sull'argomento. In particolare, è molto interessante vedere come il Fisco sia considerato ormai a pieno titolo una componente fondamentale nella strategie per la competitività dei diversi Paesi e dell'intera area UE, soprattutto in un momento come quello attuale in cui occorre ingegnarsi per trovare soluzioni valide ed efficaci alle difficoltà odierne. L'aumento notevole dei prezzi generali porta inevitabilmente all'obbligo di mettere in atto contromisure capaci di portare risultati già nel breve periodo e la competitività fiscale - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - rappresenta una possibile soluzione a cui dedicare però risorse, interesse e lavoro".

Secondo le definizioni più accreditate quando si parla di competitività fiscale si fa riferimento alla capacità di un Paese (o di un territorio) di attrarre investimenti, capitali, imprese e lavoratori qualificati offrendo un sistema di imposte e tasse più conveniente e semplice rispetto ad altri favorendo in tal modo fattori determinanti quali la crescita, l'occupazione, l'innovazione e attirando anche investimenti e capitali esteri. Si tratta quindi, come ormai assodato, di uno strumento di grande rilevanza in particolar modo in periodi di crisi e di difficoltà. E a tal proposito il lavoro di riepilogo e di analisi realizzato in maniera puntuale dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico rappresenta un prezioso spunto di riflessione per avere un quadro generale più preciso e aiutare i singoli Paesi a comprendere la situazione che li riguarda in modo tale da poter apportare, laddove possibile, correttivi adeguati. E volgendo lo sguardo alla nostra realtà nazionale, il primo dato che balza all'occhio è la trentaseiesima posizione dell'Italia su 38 Paesi presi in considerazione: solo Colombia e Francia hanno un posto più basso nella graduatoria OCSE di riferimento. In testa troviamo invece l'Estonia, seguita da Lettonia, Nuova Zelanda, Svizzera e Lituania. Vicine all'Italia, nelle posizioni meno nobili, anche Islanda e Spagna.

Quando si parla di classifiche è sempre utile chiarire quali siano i parametri presi in considerazione e in tal caso le variabili considerate sono più di 40, divise in 5 categorie per avere un quadro più oridnato e intelleggibile. Troviamo quindi tassazione delle imprese, delle persone fisiche, dei consumi, del patrimonio e regole sulla fiscalità internazionale ed emerge come il Paese leader in graduatoria, ossia l'Estonia, abbia come parola d'ordine la semplicità, al contrario di quanto avviene ad esempio in Francia, che presenta diverse sovraimposte: anche l'Italia, come noto da tempo, presenta un sistema fiscale ancora farraginoso e complesso. Le voci in cui l'Italia manifesta difficoltà che si riflettono in una posizione nelle retrovie in graduatoria sono diverse e tra queste spiccano le imposte patrimoniali, in particolare sugli immobili, sulla successione e sui capitali; anche le imposte sui consumi relegano l'Italia in coda alla classifica e la situazione non è particolarmente brillante, anche se meno grave, per quel che concerne la Tassazione delle imprese. Meglio fa il nostro Paese in materia di tassazione delle persone fisiche, dove si piazza al 16° posto, e in tema di regole di fiscalità internazionale, dove arriva al 22° posto. 

"Puntare su elementi quali la trasparenza, la semplicità, l'equità, la sostenibilità, la chiarezza - dice l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - significa diventare efficaci ed estremamente competitivi in materia fiscale a livello internazionale, com enormi vantaggi per il Paese da ogni punto di vista. La crescita economica non può assolutamente prescindere ormai da un sistema fiscale sano, efficiente e funzionale, in grado di comprendere e intercettare le esigenze reali del Paese e di fungere al contempo da vero e proprio strumento di programmazione in materia di lavoro, di investimenti, di imprenditorialità e di strategia economica. Di conseguenza, ben vengano il confronto, il dialogo e soprattutto la cooperazione fra i diversi Paesi al fine di trovare insieme soluzioni e contromisure da opporre ai periodi più complicati - comnclude l'Amministratore Unico del Caf Italia - e aiutare quella ripresa economica tanto agognata e ancora difficile da realizzare in moltissime realtà nazionali".