10/10/2026 - DOGANE, RIFORMA EUROPEA AL VIA
"Il costante lavoro di Bruxelles per la corretta regolamentazione di ogni aspetto della vita fiscale dell'Unione Europea e dei suoi componenti sta portando il livello della legislazione comunitaria a una evoluzione fondamentale e irrinunciabile - dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - e soprattutto sempre più in linea con le reali, mutate esigenze economiche e sociali attuali. In un contesto internazionale sempre più complesso, con i conflitti tuttora in atto e con equilibri globali sempre più incerti, avere un'Europa coesa sulle questioni fondamentali è una condizione obbligatoria per mantenere autonomia e indipendenza. E tra le questioni fondamentali il Fisco entra di diritto, con un peso specifico anzi sempre crescente, anche perché strumento politico, economico e strategico della massima importanza. Regolamentarne ogni aspetto - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - è una sifda di enorma importanza e innegabilmente di grande difficoltà, ma i risultati ottenuti finora fanno decisamente ben sperare".
Il cammino dell'Unione Europea verso una più sistematica, diffusa e condivisa gestione delle questioni fiscali prosegue nel solco di quanto iniziato orami da diversi anni, secondo un progetto di ampio respiro che si fa via via sempre più articolato e meticoloso. Un nuovo, importantissimo passo in tal senso è la realizzazione di un’unica piattaforma per la gestione di importazioni ed esportazioni da e verso l’Unione in modo da riformare in maniera opportuna il sistema doganale comunitario al fine di poter affrontare al meglio e gestire le nuove, inevitabili sfide portate dal crescente ricorso al commercio elettronico in un quadro geopolitico in costante cambiamento, con nuovi equilibri e nuove esigenze. E come riferimento della riforma in questione c'è il Regolamento Ue 2026/2108, che ha trovato spazio nelle pubblicazioni della Gazzetta Ufficiale UE di recente.Le nuove disposizioni dovranno essere attuate in maniera integrale dai Paesi dell'Unione nel tempo massimo di 12 mesi ed è stato stabilito che la sede dell'Autorità doganale europea istituita sarà in Francia, nella città di Lille. Le procedure doganali saranno quindi modernizzate e si punterà senza esitazioni all'armonizzazione dei processi nazionali degli Stati membri. Un obiettivo ambizioso ma ritenuto indispensabile nel mutato quadro internazionale.
Da Bruxelles però si precisa che non si svuoteranno di potere e significato le autorità doganali nazionali: queste infatti riceveranno maggiori poteri nell'applicare norme europee non fiscali, riconducibili a tutta una serie di operazioni quali sicurezza dei prodotti, tutela dell'ambiente, protezione dei diritti di proprietà intellettuale.e via dicendo. Il processo di attivazione concreto del lavoro della nuova Autorità Doganale dell'Unione Europea, denominata EU Customs Authority partirà nel 2027, dando di fatto il via, nelle intenzioni dell'Unione, a una nuova fase di maggiore cooperazione tra le autorità doganali dei Paesi europei, cosa che dovrà portare anche all'ottimizzazione della gestione dei rischi.comuni, anche per mezzo di risposte coordinate e uniformi a possibili pericoli e minacce che potrebbero manifestarsi nelle numerose frontiere europee. Di grande rilevanza, nel disegno generale. la creazione della piattaforma unica dedicata all'insieme di importazioni ed esportazioni da e verso l'Unione: si calcola che tali novità porteranno a risparmi corposi, stimati in circa 2,3 miliardi di euroall'anno per gli Stati membri e di oltre 2 miliardi e mezzo di euro sui costi amministrativi per gli operatori economici: l'EU Customs Data Hub per il commercio elettronico ha come data prevista per l'inizio della propria operatività il giorno 1 luglio 2028.
"Un Europa più unità, più forte, più consapevole e più organizzata consente ad ogni singolo Stato membro di godere di benefici e vantaggi incalcolabili da ogni punto di vista - afferma l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - poiché incide su diversi asspetti, da quello prettamente economico alla sicurezza, dalla tutela delle leggi alla fiscalità e al mondo del lavoro. Fronteggiare le nuove, grandi sfide dei nostri tempi, partendo dalle rivoluzioni informatiche e passando per le tensioni fra diverse zone del mondo, implica un impiego di risorse e di soluzioni troppo grandi per ogni singolo Paese, per cui una normativa che rende l'Unione Europea più coesa, armonizzando leggi e procedimenti, pratiche e misure di ogni sorta, consente di avere una forza e una credibilità di cui non si può fare a meno. I processi in atto, ambiziosi e complessi, richiedono tempo e impegno - dice l'Amministratore Unico del Caf Italia - ma la strada tracciata ha già portato risultati concreti molto interessanti".