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03/10/2026 - ECONOMIA CIRCOLARE, UE AL LAVORO PER UNA STRATEGIA FISCALE IDONEA

"Le dinamiche sociali, economiche e politiche del mondo - dice l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - stanno attraversando una fase di profondo cambiamrnto, anche per via di fattori esterni che inlfuiscono in maniera determinante e che sono di grande impatto: dalla rivoluzione green alla costante crescita tecnologica, dai nuovi sviluppi in relazione agli equilibri internazionali, sempre più complessi e delicati, alle conseguenze di eventi di portata planetaria comel'epidemia da Covid, solo per citare alcune delle novità più impattanti a livello globale. In questo sistema di cambiamenti in continua evoluzione si è resa necessaria anche una nuova impostazione del sistema fiscale nella sua totalità, con nuove esigenze e nuove soluzioni all'orizzonte. A tal proposito, basti ricordare il lavoro portato avanti dall'OCSE sull'imposizione della Global Minimum Tax - aggiunge l'Amministratore Unico del Caf Italia - giusto per citare forse la tematica più famosa. In realtà sono tante le iniziative da portare avanti e da proporre per far sì che l'universo fiscale sia al passo con una realtà odierna in costante evoluzione".

Uno degli aergomenti caldi degli utlimi anni, con importanti ricadute economiche, etiche e sociali, è indubbiamente quello dell'economia circolare. La gestione del mercato dei prodotti di seconda mano ha un peso specifico sempre più rilevante e l'Unione Europea è a tal proposito sempre più impegnata a studiare una strategia efficace e di una certa ampiezza. Un punto cruciale è l'allineamento delle norma Iva e proprio in riferimento a ciò la Commissione Europea ha dato il via a una precisa iniziativa chiamata Green Vat: in sostanza, si tratta per l'appunto di modificare la direttiva IVA per renderla maggiormente aderente ai principi di circolarità e ai rispettivi e innovativi modelli imprenditoriali. Tale nuovo corso può dirsi ufficialmente iniziato dallo scorso 9 settembre, data in cui Bruxelles ha lanciato una consultazione pubblica proprio allo scopo di studiare e analizzare esperienze e opinioni in merito e operare un nuovo passaggio fondamentale per consentire al mondo dell'economia di virare verso una necessaria transizione che punti alla solidità e alla competitività.

Il mercato in questione, come detto, racchiude un segmento in forte espansione e alcuni dati raccontano in maniera chiatra questa tendenza: ad esempio, già la rifabbricazione potrebbe generare più di mezzo milione di posti di lavoro in Europa e una somma di poco inferiore ai 70 miliardi di euro entro il 2030 e il solo recommerce, vale a dire la rivendita online di prodotti usati, si stima abbia un valore di cessioni di beni d'occasione nell'Unione non molto lontano dalla quota di 100 miliardi di euro, con un tasso di crescita annuo previsto superiore al 15 % per il 2027. Al cospetto di certi numeri e soprattutto delle tendenze in atto, le nuove iniziative dedicate all'adattamento dei sistemi fiscali, con rifeirmento particolare a nuove logiche legate all'imposta sul valore aggiunto, assumono un ruolo di primissimo piano, considerando il grande impatto dell'Iva sul gettito fiscale e sulle casse dei diversi Paesi. Alla luce di tutto questo, le analisi e le riflessioni avviate con la consultazione pubblica voluta dall'Unione rappresentano un passaggio molto importante riguardo i nuovi strumenti da utilizzare per le sfide dell'immediato futuro.

"Concetti come riciclo, riutilizzo, risparmio, rifabbricazione assumono un peso sempre più importante nel sistema economico europeo e mondiale. Ogni singolo Paese ha avviato specifici percorsi a questo scopo - dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - e un sistema fiscale capace di inquadrare al meglio la situazione appare davvero fondamentale. Una regolamentazione allineata con la realtà di tutti i giorni è sempre uno strumento indispensabile e in tal senso è emblematico anche il caso italiano, dove la riforma fiscale è divenuta via via sempre più necessaria visti i grandi cambiamneti del mondo lavorativo e sociale del nostro Paese. L'Unione Europea ovviamente non vuole e non può farsi trovare impreparata al cospetto dei grandi cambiamenti in corso - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - per cui siamo certi che nelle prossime settimane saranno numerosi gli incontri, le riunioni e in genere le occasioni di confronto per arrivare alla realizzazione di un quadro normativo idoneo".