01/10/2026 - BONUS ISEE 2026
Anche per il 2026 saranno in vigore una serie di agevolazioni a sostegno delle famiglie italiane, in particolar modo per quelle con ISEE basso. L'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il mezzo per accedere ad una serie di di bonus, agevolazioni e prestazioni sociali. L'attestazione ISEE scade il 31 dicembre. Per tale motivo, da gennaio 2026 sarà necessario presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per ottenere l’ISEE aggiornato e non rischiare di perdere importanti benefici economici. La maggior parte delle agevolazioni non richiede la presentazione di una nuova domanda, anche se, occorrerà presentare una nuova DSU già nei primi mesi dell'anno per essere sicuri di non perdere nessun bonus. ll governo ha inserito all'interno della manovra di bilancio un pacchetto di misure a sostegno delle famiglie. Tra le misure strutturali confermate ci sono: Assegno unico e universale (AUU) per i figli a carico; Bonus asilo nido, che dal 2026 sarà rinnovato automaticamente senza necessità di nuove domande ogni anno; Congedi obbligatori e parentali; Proroga del bonus nuove nascite, che vedrà l’estensione del termine per la presentazione delle domande da 60 a 120 giorni. La maggior parte delle agevolazioni sarà rivolta alle famiglie con ISEE basso. La legge di bilancio 2026 introduce una revisione sostanziale del calcolo dell’ISEE, con il fine noto di rendere l’indicatore meno patrimoniale e più sociale. La modifica più rilevante riguarda il trattamento dell’abitazione principale. La franchigia sulla prima casa sale da 52.500 a 91.500 euro, con un aumento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Questo significa che una famiglia con due figli avrà una franchigia di 94.000 euro, con tre figli di 96.500 euro e così via. Riassumendo, se il valore catastale della tua abitazione principale rientra in questa soglia, l’immobile viene completamente escluso dal calcolo del patrimonio ai fini ISEE. Se supera la franchigia, conta solo il 20% dell’eccedenza (non più i due terzi come nelle vecchie regole per la parte eccedente i 52.500 euro). I coefficienti che permettono di determinare il peso dei componenti del nucleo familiare vengono aumentati per i nuclei con due o più figli. Un coefficiente più alto comporta un denominatore maggiore nella formula di calcolo, e quindi un Isee finale più basso. C’è però un limite importante da tenere in considerazione, queste modifiche si applicano solo a cinque specifiche prestazioni: Assegno di inclusione; Supporto per la formazione e il lavoro; Assegno unico universale; Bonus asilo nido; Bonus per i nuovi nati. Per tutte le altre agevolazioni (come... contributi affitto, bonus bollette, agevolazioni universitarie non legate all’assegno unico, ecc.) continuano a valere le vecchie regole di calcolo dell’Isee. Resta confermata l’esclusione dei titoli di Stato e prodotti postali (BOT, BTP, buoni fruttiferi postali, libretti di risparmio) fino a 50.000 euro per nucleo familiare, misura già introdotta nel precedente anno (2025). L’impatto economico complessivo della riforma vale circa 500 milioni di euro all’anno, ma va distribuito su 9,5 milioni di beneficiari complessivi delle cinque prestazioni interessate. Quanto appena descritto comporta che per molte famiglie l’abbassamento dell’Isee sarà contenuto, nell’ordine di qualche centinaio di euro di indicatore in meno. Dal 2026 ci saranno novità anche per gli over 75, che potranno ricevere un bonus da 850 euro, cumulabile con altre esenzioni già esistenti, come il canone Rai, le agevolazioni su bollette e Tari. Il limite ISEE potrebbe passare da 6.000 a 12.000 euro già dal prossimo anno.