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30/09/2026 - ASSEGNO UNICO 2026 E I CONTROLLI SULL'ISEE

Con la circolare n. 7 datata 30 gennaio 2026, l'INPS ha reso note le indicazioni aggiornate in ambito di Assegno Unico e Universale per i figli a carico (AUU), con riferimento principalmente: alla presentazione delle domande per l’anno 2026; all'aggiornamento annuale degli importi, delle maggiorazioni e delle soglie ISEE; alle modalità di applicazione del nuovo ISEE per prestazioni familiari e per l’inclusione. Vengono anche fornite le tabelle degli importi dell'assegno correlati alle sogni ISEE per il corretto riconoscimento delle somme spettanti nel nuovo anno. Stando ai dati aggiornati dell'Osservatorio Inps, nei primi sette mesi del 2026 gli assegni erogati hanno raggiunto gli 11,6 miliardi di euro per 6.118.775 nuclei familiari beneficiari e 9.652.838 figli coinvolti. L'Importo medio a luglio è pari a 177 euro (importo base +i maggiorazioni) e va da un minimo di 58 euro (Isee più alto o assente) a un massimo di 227 euro (Isee più basso). L'INPS sta verificando le domande di Assegno Unico e Universale 2026 collegate a un ISEE corrente, cioè calcolato tramite una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presentata di recente. L’Assegno Unico e Universale è disciplinato dal decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230, che ha introdotto una misura strutturale di sostegno economico per i figli a carico. In particolare, l’articolo 12, comma 3, del decreto stabilisce il principio di erogazione d’ufficio della prestazione, in presenza di una domanda in stato accolta. Non c'è  bisogno per tale motivo di presentare una domanda  di rinnovo annuale. La circolare INPS richiama inoltre: la circolare n. 132 del 15 dicembre 2022, che ha chiarito la validità pluriennale delle domande; l’articolo 4, comma 11, del D.lgs. n. 230/2021, che prevede l’adeguamento annuale degli importi; l’articolo 1, comma 208, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di Bilancio 2026), che ha introdotto il nuovo ISEE per prestazioni familiari e per l’inclusione, rilevante anche ai fini dell’AUU. Sotto l'aspetto puramente economico, gli importi e le maggiorazioni sono stati adeguati per il 2026  del +1,4%, in applicazione della variazione dell’indice del costo della vita per l’anno 2025. Le nuove soglie e i valori aggiornati sono riportati nell’Allegato n. 1 alla circolare. In assenza di un ISEE valido, a partire da marzo 2026 l’AUU  viene  corrisposto con  gli importi minimi previsti dalla normativa ma , se la DSU 2026 viene presentata entro il 30 giugno 2026, l’INPS provvede al ricalcolo degli importi e alla corresponsione degli eventuali arretrati a decorrere da marzo 2026. Per ottenere importi superiori al minimo, è necessario che la DSU 2026 risulti  rinnovata. Gli importi aggiornati trovano applicazione: dalla mensilità di febbraio 2026 per i valori ordinari; dalla mensilità di marzo 2026 per gli adeguamenti riferiti a gennaio 2026. In relazione all’ISEE, la circolare chiarisce che il nuovo ISEE per prestazioni familiari e per l’inclusione è utilizzato per il calcolo dell’AUU a partire da marzo 2026, mentre le mensilità di gennaio e febbraio restano ancorate all’ISEE in corso di validità al 31 dicembre 2025. Da notare che il decreto PNRR convertito in legge 50 2026 in vigore dal 21 aprile  2026 ha apportato una modifica alle regole per il diritto all'Assegno Unico  per adeguarsi alle Direttive europee. La nuova norma prevede che  possono fare richiesta anche: i lavoratori degli Stati membri dell’Unione europea non residenti in Italia, con  contratto di lavoro subordinato o di attività da lavoro autonomo e iscrizione a una gestione previdenziale  italiana e versamento effettivo della  relativa contribuzione  obbligatoria; coloro, in possesso dei requisiti previsti, che hanno figli residenti in un altro Stato membro dell’Unione europea , e che risultino a carico  fiscalmente secondo la legislazione italiana. In un comunicato del 22 settembre l'Istituto informa che incrociando i dati dichiarati nella DSU con quelli già presenti nei propri archivi, l'Istituto ha individuato alcune posizioni in cui i redditi autodichiarati sembrano incompleti o non coerenti con quanto risulta altrove. Prima di intervenire formalmente, l'INPS ha deciso di avvisare in anticipo tutti gli interessati con questa campagna informativa, così da spiegare perché si stanno facendo tali controlli, cosa rischia di cambiare nella prestazione e come ci si può muovere per sistemare la propria posizione. Nei prossimi giorni chi rientra in questi casi riceverà una comunicazione personale dall'INPS che  conterrà indicazioni specifiche sulla propria situazione. Appare un punto pratico meritevole di attenzione: finché la posizione non viene regolarizzata e la pratica non viene chiusa, l'importo dell'Assegno Unico potrebbe essere ridotto temporaneamente, applicando le regole previste per i casi in cui manca un ISEE valido. Questo taglio provvisorio potrebbe iniziare a vedersi già sui pagamenti da settembre 2026. È fondamentale notare che essere inclusi in questi controlli non significa automaticamente aver ricevuto soldi non dovuti: si tratta di verifiche preventive per controllare che i dati usati per calcolare l'assegno siano corretti Se  si riceve  la comunicazione è possibili agire autonomamente tramite i servizi online dell'INPS, accessibili con le credenziali (SPID, CIE o CNS), oppure rivolgersi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale), che aiuterà gratuitamente i soggetti a presentare una DSU aggiornata con i dati corretti, ma anche recars di persona presso le sedi territoriali INPS competenti  in quella determinata zona, portando la documentazione che dimostra la correttezza dei redditi e delle informazioni che avevate dichiarato.