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19/09/2026 - FISCO E AMBIENTE

"L'impatto delle questioni ambientali su argomenti quali economia, strategie politiche, riforme, Fisco, è sempre più rilevante nella nostra epoca, dove per fortuna deterinati temi hanno finalmente acquisito la giusta importanza attirando sempre più l'attenzione dei Governi - dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - e dando vita a una serie di norme e regolamenti che hanno come obiettivo proprio la salvaguardia ambientale e l'analisi di rischi sempre più concreti legati anche ai cambiamenti climatici in atto. In questa mutata realtà quotidiana, le implicazioni fiscali, come dicevamo, sono notevoli e di grande portata, tanto che ormai si parla anche di Fisco ambientale in relazione a questi argomenti. Oltre che all'interno delle diverse realtà nazionali con i relativi provvedimenti politici e strategici, anche in seno all'Unione Europea si è registrata un'evoluzione importante sull'argomento, con ricadute anche in ambito comunitario per quel che concerne le imposte, il gettito e gli incentivi. Mettere l'ambiente al centro di decisioni e iniziative - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - è dunque ormai inevitabile e doveroso a tutti i livelli e in tutti i contesti nazionali e internazionali".

Il Fisco Ambientale è ormai una realtà consolidata, una voce di sempre maggiore importanza nel complesso insieme del sistema fiscale. E come argomento di sempre maggiore rilevanza, è al centro di analisi, statistiche e ricerche per capire in che modo si sviluppa negli anni, come impatta sul gettito complessivo e in che modo la normativa si rapporta ai cambiamenti di ordine sociale e culturale che si susseguono nel contesto internazionale. Partendo da queste premesse, quindi, i dati rilevati da Bruxelles sono di sicuro interesse e le prime percentuali che servono a dare un'idea della situazione sono quelli riferiti all'andamento del gettito e alla sua incidenza generale: in particolare, va sottolineao come se da un lato le imposte di carattere ambientale nei Paesi UE risultano in aumento in termini di valore assoluto nel 2024, arrivando a sfiorare i 372 miliardi di euro con un aumento percentuale di 6,1 punti rispetto all'anno prcedente, dall'altro il peso di queste imposte sul gettito globale europeo è sceso negli ultimi anni, passando dal 6,1% del 2021 al 5,2%.del 2024. Viene poi evidenziato come gli incentivi fiscale per la transizione verde sono in costante aumento presso gli Stati UE, anche se in generale i cambiamenti avvengono a ritmo più basso di quanto sperato.

A fornire i dati necessari per illustrare il quadro generale è il consueto rapporto Annual report on taxation, la cui edizione del 2026 prova a fornire dati e interpretazioni riguardo i cambiamenti in atto sull'argomento in questione. Il documento della Commissione Europea mette in evidenza il ruolo di primissimo piano ricoperto dalle imposte sulle fonti energetiche, che con un getitto pari a 287 miliardi di euro incidono per il 77,2% sul gettito complessivo. Molto meno impattanti, seppure non trascurabili, gli apporti dielle entrate dalla tassazione dei trasporti (18%) e quelle sull’inquinamento e sulle risorse (4,8%), che portano nelle casse erariali rispettivamente circa 67 e 18 miliardi di euro. Nel resoconto fornito dalla Commissione Europea troviamo anche le soluzioni proposte e messe in atto dai singoli Paesi, interessanti soprattutto per quel che concerne il capitolo degli incentivi: si va dai crediti di imposta in ricerca e sviluppo o per i grandi investimenti green a deduczioni significative per attività di ricerca e sviluppo fino a un regime accelerato di ammortamento per i veicoli elettrici. Parallelamente, si registrano aumenti delle aliquote delle tasse ambientali per voci quali il trasporto aereo o le emissioni di CO₂ sui prodotti energetici e si tende ad alleggerire il prelievo fiscale nel settore agricolo.

"Negli anni passati si tendeva a guardare con sufficienza ai tanti campanelli di allarme provenienti da chi invocava a più riprese la necessità di tutelare l'ambiente - dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - ignorando tali problematiche e relegandole a preoccupazioni eccesssive avanzate da una minoranza trascurabile. Oggi però siamo al punto in cui tali campanelli di allarme si sono trasformati in pericoli reali e presenti, con la prospettiva che in futuro si possa assistere a un peggioramento della situazione per cui i Giverni e le realtà come l'Unione Europea stanno affrontando con la necessaria serietà un tema di grande attualità. Anche su questo argomento globale il Fisco è chiamato a giocare un ruolo di estrema importanza - aggiunge l'Amministratore Unico del Caf Italia - attraverso la proposta e l'applicazione di tutta una serie di misure in grado di incidere in maniera concreta e diffusa sulle politiche da adottare".