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14/09/2026 - LEGGE DI BILANCIO 2027, TRA LE ANTICIPAZIONI FLAT TAX E GIOVANI

Arrivano le prime indicazioni sulla Legge di Bilancio 2027. Possibile ampliamento della flat tax per le partite IVA e tassazione agevolata degli aumenti di stipendio, con particolare attenzione ai giovani. Ma anche pensioni a 64 anni e risorse dalle banche. Prende forma il cantiere della Legge di Bilancio 2027 e dal ministero dell'Economia e delle Finanze, arrivano le prime indicazioni sulle misure fiscali che potrebbero entrare nella prossima manovra. Meglio precisare che si tratta di ipotesi e linee di intervento ancora da tradurre in misure concrete. Il percorso della Legge di Bilancio è infatti ancora in una fase preliminare e sarà soprattutto il nodo delle risorse disponibili a determinare quali proposte potranno trovare effettivamente spazio. Le prime dichiarazioni consentono di delineare alcune delle possibili direttrici fiscali della prossima Legge di Bilancio, ma il quadro è ancora lontano dall'essere definitivo. Già alla fine dello scorso mese si evidenziava come tra le proposte avanzate dai partiti di maggioranza figurassero anche l'estensione dell'aliquota IRPEF del 33% ai redditi fino a 60.000 euro, la detassazione delle tredicesime e una flat tax incrementale. A queste si aggiungono anche le indicazioni arrivate direttamente dal ministero su forfettari e aumenti salariali. A determinare il perimetro effettivo degli interventi saranno però le coperture. Una delle indicazioni di maggiore interesse fiscale è quella sul regime forfettario. Pare ci sia la possibilità di innalzare ulteriormente il limite di reddito per l’applicazione della flat tax, oggi fissato a 85.000 euro. Tra gli obiettivi prefissati  c'è da tempo quello di portare la soglia a 100.000 euro, mantenendo l’imposta sostitutiva del 15 per cento per le partite IVA che rispettano i requisiti previsti dal regime. La strada, tuttavia, appare ancora travagliata.  L’eventuale passaggio da 85.000 a 100.000 euro non può quindi essere considerato, allo stato attuale, una misura già acquisita alla Legge di Bilancio 2027. È piuttosto una delle ipotesi sulle quali il Governo potrebbe lavorare nei prossimi mesi, anche alla luce dei vincoli europei. Un secondo fronte riguarda il costo del lavoro e la tassazione degli incrementi salariali. Anche quà, stando al MEF si potrebbe intervenire attraverso un vantaggio fiscale collegato agli aumenti di stipendio riconosciuti dalle imprese, con un’attenzione particolare ai lavoratori più giovani. Sembra prospettato una tassazione agevolata, una sorta di flat tax sugli aumenti salariali, da costruire in parallelo alla disponibilità delle imprese ad aumentare le retribuzioni. lo scopo sarebbe duplice, recuperare parte del potere d’acquisto eroso dall’inflazione e rendere più conveniente per i giovani lavorare in Italia, contrastando almeno in parte il fenomeno della fuga di professionalità verso l’estero. Il riferimento è anche agli interventi già adottati con la precedente manovra sul fronte della fiscalità legata ai rinnovi contrattuali. L’idea per il 2027 sarebbe quindi quella di proseguire lungo la strada della leva fiscale per favorire l’incremento delle retribuzioni. Anche in questo caso, però, mancano ancora i dettagli essenziali: aliquota dell’eventuale imposta sostitutiva, soglie reddituali, platea dei beneficiari e modalità di applicazione dovranno essere definite nel corso della costruzione della manovra.  Più prudente la posizione del Ministero sul possibile nuovo contributo a carico delle banche. La proposta prevede un contributo del 5 per cento a fronte degli utili realizzati dal settore, con l’obiettivo politico di recuperare 2-3 miliardi di euro da destinare al sostegno di famiglie e imprese e ad altre misure. Il tema delle banche resta quindi uno dei nodi politici della futura manovra, soprattutto visto le differenti posizioni presenti all’interno della maggioranza.