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28/08/2026 - LE MULTINAZIONALI DOPO LA GLOBAL MINIMUM TAX

"La lunga e faticosa battaglia per dare al Fisco internazionale un diverso spessore attraverso il raggiungimento di obiettivi ambiziosi - dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - ha prodotto cambiamenti per certi versi epocali, soprattutto riguardo l'efficacia nel contrastare alcune situazioni che da tempo necessitavano di una regolamentazione precisa e improntata su criteri di equità e proporzionalità Far sì che il Fisco sia uno strumento sempre più centrale nel quadro economico e sociale globale significa quindi conferirgli un'importanza cruciale nell'affrontare temi delicati e proporre modifiche anche a consuetudini che sembravano intoccabili, come ad esempio l'imposizione di un'aliquota minima alle grandi Multinazionali, misura che consente ai Governi di recuperare somme ingenti da destinare ai servizi messi a disposizione dei cittadini. Se la questione normativa rappresenta dunque un importante passo in avanti in tal senso - aggiunge l'Amministratore Unico del Caf Italia - è molto importante però anche considerare gli effetti pratici di novità di così ampia portata, analizzando anche il modo in cui tutti gli attori coivolti si sono adeguati ai cambiamenti in questione".

C'era grande curiosità e restavano diversi giustificati motivi di apprensione circa la maniera in cui i grandi gruppi avrebbero reagito a un cambiamento di notevole rilevanza dal punto di vista fiscale, con inevitabili, importanti ricadute a livello economico e strategico, come l'introduzione della Global Minimum Tax, frutto di un intenso e complesso lavoro portato avanti negli ultimi anni sotto la guida dell'OCSE. Ed è prorpio questa importante istituzione con sede a Parigi a fornire un quadro davvero interessante al riguardo, attraverso uno studio apposito condotto proprio per tastare il polso alle Multinazionali e alla loro reazione dopo l'introduzione dell'aliquota minima del 15% per i colossi con ricavi consolidati superiori ai 750 milioni di euro annui. Così dati, informazioni, percentuali e notizie relativi al 2024, ossia al primo anno ufficiale di attuazione della rifroma in oggetto, hanno trovato spazio nello studio MNE Responses to the Global Minimum Tax. E a dispetto dei timori riguardo possibili contromisure drastiche che le grandi aziende coinvolte avrebbero potuto mettere in atto a danno di voci come occupazione e investimenti, il quadro generale appare decisamente meno fosco e problematico di quanto immaginato.

La realtà introdotta dalla Global Minimum Tax, infatti, racconta di un mondo imprenditoriale nient'affatto sconvolto dall'irruzione dell'aliquota minima sullo scenario fiscale delle Multinazionali che, fino a quel momento, avevano potuto contare sugli enormi e poco ortodossi vantaggi offerti da paradisi fiscali e da una normativa lacunosa e con diverse zone grigie. Partendo dagl investimenti produttivi e arrivando al numero dei posti di lavoro delle imprese soggette alla nuova tassazione, il panorama generale non risulta molto cambiato e nessun dato indica mutamenti significativi in peggio in tal senso, Come a dire che lo spauracchio di un nuovo atteggiamento delle Multinazionali a fronte delle nuove regole in materia fiscale, decisamente più stringenti, è stato fortunatamente scongiurato e non ha trovato riscontri nella realtà dei fatti. Quello che invece è avvenuto, così come immaginato, è il raggiungimento di un fondamentale obiettivo prefissato con l'adozione dell'aliquota minima, ossia un concreto, significativo aumento delle entrate erariali a beneficio delle casse pubbliche degli Stati aderenti. L'aumento del gettito fiscale, a livello globale, è stimato in cifre che vanno dai 79 fino ai 109 miliardi di euro nel primo anno di applicazione.

"Per cambiare le cose occorre sempre una buona dose di coraggio oltre a una meticolosa preparazione e a una certa lungimiranza - dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - poiché è indispensabile immaginare quali possibili nuovi scenari possano realizzarsi e quali conseguenze possano prendere forma. Nel caso di ogni cambiamento in materia fiscale attraverso riforme e nuove leggi bisogna fare valutazioni approfondite e cercare di immaginare i possibili effetti di interventi di ampia portata che andranno certamente a influenzare settori crucial, interessando aziende e lavoratori. Di conseguenza, a distanza di un lasso di tempo breve ma già sufficiente per i primi bilanci, si può affermare che l'inziativa della Global Minimum Tax è da valutare in maniera estremamente postivia - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - anche prendendo in considerazione aspetti come il mercato del lavoro e il gettito fiscale dei Paesi coinvolti. Questa è l'ennesima dimostrazione delle grandi potenzialità che il Fisco ha come striumento di crescita economica e di evoluzione culturale, specialmente attraverso il raggiungimento di obiettivi di equità, trasparenza e sostenibilità".