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25/07/2026 - ISPETTORI FISCALI SENZA FRONTIERE, BILANCIO OCSE E ONU

"Come tutte le attività odierne in ogni settore, dall'economia alla politica, dall'ambiente alla tecnologia, anche in materia fiscale non è più possibile ragionare e programmare tenendo conto unicamente delle esigenze interne e del quadro nazionale - dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - ma occorre necessariamente allargare gli orizzonti e abbracciare una prospettiva più ampia, di respiro internazionale, per affrontare in primis ogni tipo di analisi e di valutazione, e poi per mettere in atto le strategie di riferimento e adottare misure e soluzuoni più idonee e, si spera, più efficaci. Questo vale per l'Italia ma ovviamente per ciascun altro Paese inserito all'interno di realtà e istituzioni come l'Unione Europea, l'Onu, l'Ocse e altri soggetti il cui ruolo è sempre più decisivo anche per i destini di ogni Stato. Le sempre più strette connessioni e la sempre crescnte interdipendenza fra le diverse realtà nazionali - aggiunge l'Amministratore Unico del Caf Italia - portano inevitabilmente a una maggiore collaborazione anche nel contrastare i reati di natura fiscale e tutti quelli ad essi collegati, attraverso la condivisione di buone pratiche e di strumenti, regole e normative. In tale contesto, è sicuramente interessante valutare il lavoro realizzato con il progetto degli Ispettoti fiscali senza frontiere".

Un progetto ambizioso e di ampio respiro quello messo in atto congiuntamente dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico e dall'Organizzazione delle Nazioni Unite e chiamato Onu Tax Inspectors Without Borders, ossia Ispettori Fiscali Senza Frontiere, articolato su 165 programmi in 71 Paesi. A tal proposito è arrivato un primo, interessante bilancio su quanto fatto nel 2025, con risultati accolti con soddisfazione e che sembrano confermare come tale iniziativa possa crescere e svilupparsi sensibilmente nei prossimi anni. Provando a inquadrare il progetto in questione e i relativi risultati è possibile partire da alcuni dati davvero interessanti: nell'ultimo report annuale emerge che, grazie a Tax Inspectors Without Borders, nel 2025 è stato possibile recuperare qualcosa come 2,72 miliardi di dollari di entrate. Si tratta di numeri importanti che sembrano confermare la bontà di questo tanto ambizioso quanto impegnativo lavoro di collaborazione. D'altronde la mission di questa particolare iniziativa sta nel supportare i Paesi in via di sviluppo proprio mediante la condivisione di esperienze e di buone pratiche, oltre che con l’esportazione di metodologie e il supporto tecnico operativo nella costruzione della capacità di audit e indagine fiscale.

L'impatto immediato e facilmente verificabile sulle entrate globali è dunque chiaro e inequivocabile, ma non è l'unico risultato atteso nè il progresso in assoluto più importante e da considerarsi come a sè stante. I programmi del progetto che viene indicato spesso con la sigla TIWB, infatti, hanno tra i principali obiettivi quello di contribuire in maniera significativa anche alle riforme delle diverse Amministrazioni Fiscali: per raggiungere i traguardi prefissati, si lavora costantemente all'evoluzione del TIWB 2.0, capace di adeguarsi a un contesto sempre più internazionalizzato a livello fiscale e di mettere in atto partnership sempre più mirate ed efficaci, oltre che di realizzare un importante salto di qualità anche per quel che concerne la sensibilizzazione e i processi di comunicazione sull'argomento, promuovendo misure e soluzioni sempre più efficaci ma anche sostenibili sul lungo periodo. Inoltre, grazie alla cooperazione fra diversi Paesi, quelli più evoluti tecnologicamente ed economicamente potranno fare da traino a quelli in via di sviluppo soto molti aspetti, comprese le attività di controllo e di tutela della legalità.

"Per raggiungere i traguardi decisamente ambiziosi posti a livello internazionale, anche nel mondo del Fisco - è quanto dice l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - la cooperazione è uno strumento indispensabile ed estremamente efficace. Portare grosso modo allo stesso livello la sicurezza in tale settore non è cosa da poco ma il duro lavoro realizzato negli ultimi anni ha consentito di arrivare a livelli inimmaginabili fino a non molto tempo fa. Riuscire non solo a unire la forze, ma a creare soggetti attivi capaci di affrontare determinati argomenti anche molto complessi in maniera efficace, è sicuramente una cosa molto positiva che migliora la qualità e l'efficienza del lavoro dei singoli Paesi coinvolti; se si considera poi che l'argomento in questione riguarda in primis la tutela della legalità e che incide in maniera decisamente significativa sull'insieme delle entrate - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - si comprende come la strada tracciata possa essere davvero quella giusta e che scegliere di percorrerla con ancora maggiore decisione e convinzione è sicuramente un'ottima idea".