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18/07/2026 - EUROPA, IL PUNTO SULLE ENTRATE TRIBUTARIE

"Avere sempre un quadro aggiornato sulla situazione dei conti in ambito UE è di fondamentale importanza in assoluto e, probabilmente, lo è in misura ancora maggiore - dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - se ci si concentra su numeri e percentuali legati alle Entrate Tributarie e, in generale, al Fisco. Muoversi in ambito comunitario significa mettere in comune esperienze, dati, problematiche e possibili misure da contrapporre, sotto la guida sapiente di Bruxelles e con a disposizione risorse e soluzioni maggiori. Pianificare strategie efficaci e metterle in atto in ogni Paese significa di conseguenza armonizzare norme e procedure, rendendo queste operazioni ancora più efficaci e puntando realisticamente a risultati difficili da raggiungere agendo come singoli Paesi. Conoscere in particolare i dati legati alle Entrate Tributarie in ogni singolo Paese in un periodo medio-lungo permette quindi di confronmtare le diverse realtà nazionali - aggiunge l'Amministratore Unico del Caf Italia - e capire se e come intervenire per correggere il tiro laddove si verifichino situazioni non in linea con l'andamento generale e con i risultati prefissati".

Il segno + la fa da protagonista nei primi cinque mesi del 2026 nel paragone con il medesimo periodo del 2025: l'andamento generale delle Entrate Tributarie nel Vecchio Continente, infatti, registra una tendenza positiva, con una crescita percentuale abbastanza diffusa anche se poi, naturalmente, ogni singolo Paese ha effettuato un proprio percorso specifico frutto di differenze interne legate a diversi fattori. Ad ogni modo, la dinamica fiscale generale nei primi cinque mesi è da considerarsi senz'altro postivia, perlomeno nel confronto con l'anno passato e secondo quanto raccontato dai vari bollettini ufficiali nazionali. Proprio dai dati in questione emerge come sia la Spagna il Paese che mette a referto la crescita più corposa, con un incremento del gettito tributario del 10,6% nel periodo gennaio - maggio 2026 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, grazie alla crescita sia delle imposte dirette che di quelle indirette. Piazza d'onore al Regno Unito, Paese Europeo ma fuori dall'Unione, con una crescita generale del 7,8%, trascinata però in maniera importante soprattutto dalla forte crescita delle imposte dirette, mentre la Francia si posiziona al terzo posto con una crescita comunque significativa, pari al 6%, grazie in particolare agli effetti positivi delle riforme fiscali introdotte tra il 2025 e il 2026.

E l'Italia? Il nostro Paese rientra nel trend positivo generale, facendo registrare una crescita globale del 2,3%: andando un po' più nello specifico troviamo le imposte dirette con una crescita di 1,3 punti percentuali e le imposte indirette con un aumento del 3,4%. Voci come Irpef, Imposta di bollo, imposta di registro, Iva contribuiscono in maniera solida alla crescita generale, controbilanciando altre voci in negativo, come ad esempio le accise sull'energia elettrica. In linea con la crescita nostrana anche quella di altri Paesi europei, come ad emepio il Portogallo, che fa segnare un aimento del 2,2% nei primi 5 mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2025; Irlanda e Germania invece chiudono sì in positivo, ma con percentuali più nasse, ossia rispettivamente l'1,3% e l'1,1%. Decisamente interessante anche il trend positivo generale dei Paesi europei in relazione al gettito Iva: qui si registra una certa omogeneità di dati, poiché la crescità più rilevante è quella della Spagna, pari all'8,8%, e quella più contenuta è il 3,3% della Germania: dati non troppo distanti che raccontano di una certa compattezza sui numeri in questione.

"La condivisione dei valori e dei principi europei passa inevitabilmente anche dalla condivisione di buone pratiche, misure e decisioni - è quanto dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - in un mondo sempre più globalizzato ed interconnesso e in un periodo storico per certi aspeti più complesso che in passato. Inoltre, le politiche fiscali, le riforme e le novità legate al Fisco adottate all'interno dei singoli Stati non sono più solo il frutto di decisioni di carattere nazionale, ma operazioni che vanno inserite nella logica di una più ampia strategia internazionale in cui il Fisco è a tutti gli effetti uno strumento di grande importanza per la crescita economica. Il nuovo ruolo del Fisco e delle Amministrazioni Tributarie - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - si realizza proprio attraverso uno sguardo comune e comunitario, condiviso, allargato, capace di coinvolgere diversi Paesi nell'interesse di tutti".