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20/06/2026 - ENTRATE TRIBUTARIE INTERNAZIONALI, PRIMI DATI DEL 2026

"In una fase storica molto delicata per diversi motivi, a cominciare purtroppo dai conflitti internazionali e da tutte le difficoltà riconducibili alle tensioni e alle crisi ancora in atto - dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - e che comunque fa registrare importantissime novità in ambito fiscale, con una crescita esponenziale degli strumenti a tutela della legalità e una innegabile, nonché molto proficua cooperazione fra i Governi e le Amministrazioni Fiscali di un numero sempre più grande di Paesi, le attività di analisi e valutazione continuano a mantenere un ruolo di primissimo piano. Si tratta infatti di aspetti fondamentali nell'illustrare la situazione vigente e nel fornire gli spunti necessari per le riflessioni del caso in un settore in continua evoluziuone e di cruciale importanza come quello fiscale. Conoscere in maniera dettagliata e approfondita la realtà presente in materia è un passaggio chiave per poter pianificare misure e soluzioni nell'immediato, tenendo conto delle dinamiche presenti tanto a livello nazionale che internazionale - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e valutando appieno l'impatto delle politiche fiscali sulla salute dei conti pubblici e, più in generale, sulla situazione economica globale".

Mentre ci avviciniamo al giro di boa del 2026, con il mese di giugno che vive le sue ultimissime settimane e manderà presto in archivio la prima metà dell'anno, spuntano e sono pubblibati online i dati relativi al primo quadrimestre per quel che riguarda le entrate tributarie internazionali: numeri e percentuali indicano quindi l'andamento del periodo compreso tra gennaio e aprile, soprattutto nel raffronto con il medesimo periodo del 2025. Naturalmente, come sempre accade, la fredda cronaca riportata dalle cifre racconta qualcosa, frose tanto, ma sicuramente non tutto circa la situazione attuale nei diversi Paesi e i passi in avanti o all'indietro compiuti nel primo terzo dell'anno e in rapporto ai primi quattro mesi di quello passato. Naturalmente, c'è chi ha fatto registrare dei progressi anche notevoli e chi invece ha fatto segnare il segno meno e c'è poi sempre da considerare che una percentuale positiva o negativa a livello generale nasconde poi tante singole voci che descrivono una specifica parte del tutto, con una sua innegabile importanza e i suoi significati particolari sicuramente degni di nota in un'analisi che voglia essere il più completa possibile.

Andando a leggere i dati diffusi nei giorni scorsi, e consultabili liberamente online, emerge subito l'exploit di alcuni Paesi che, in materia di entrate tributarie internazionali nei primi quattro mesi del 2026, in confronto con lo stesso scorcio di anno del 2025, hanno fatto registrare una crescita importante: in testa alla graduatoria troviamo la Spagna, con una cresctia del 10,6%, seguita dal Regno Unito, con un +8,5%. A contribuire a questa crescita sono tanto le imposte dirette, con aumenti del 13,8% per la Spagna e del 12,7% per il Regno Unito, quanto le imposte dirette, con il +6,9% spagnolo e il 2,8% per il Regno Unito. Ma la crescita nel paragone tra il primo quadrimestre del 2025 e il primo quadrimestre del 2026 riguarda anche altri Paesi, seppur in misura nettamente più contenuta: si passa infatti dal 3,1% della Francia, in cui si registra un contributo maggiore delle imposte indirette rispetto alle imposte dirette (4,3% contro 0,5%), all'1,2% del Portogallo. In tale arco di dati e percentuali, si posiziona il nostro Paese: l'Italia segna un aumento del 2,2% , con una crescita dell'0,5% delle imposte dirette e del 4,3% delle imposte indirette. Tra le nazioni che fanno registrae invece una diminuzione delle entrate tributarie troviamo la Germania, che fa segnare un -0,4%, e l'Irlanda, con il -2,1%.

"La lettura di dati, numeri e percentuali rappresenta una chiave di grandissima importanza nell'interpretazione della realtà in cui ci muoviamo oggi, dove più che mai i temi politici, sociali e fiscali si intrecciano influenzandosi a vicenda - è quello che dice l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e incidono in maniera concreta nella vita dei diversi Paesi. Le misure di carattere fiscale hanno via via assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più di primo piano, sia a livello nazionale che nel quadro delle relazioni internazionali: istituzioni come l'OCSE e l'Unione Europea, infatti, hanno più volte indicato la strada e promosso la cooperazione fra i diversi Governi e le varie Amministrazioni Fiscali. L'analisi puntuale e approfondita della realtà fiscale odierna - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - è quindi sempre più interessante e funge da spunto di riflessione di grande rilevanza per valutazioni più ampie e per capire quali misure e quali soluzioni adottare al fine di migliorare l'efficienza della lotta ai reati fiscali e per far sì che il Fisco sia sempre più uno strumento politico ed economico di grande impatto nel migliorare la vita dei cittadini e nel tutelare la legalità".