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11/06/2026 - INTELLIGENZA ARTIFICIALE ITALIA 2026

Il Consiglio dei Ministri in data 10 giugno 2026 ha approvato in esame preliminare i decreti legislativi attuativi della legge n. 132/25, definendo il primo quadro normativo nazionale organico sull'intelligenza artificiale (IA) in piena conformità con l'AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689). Lo scopo della nuova disciplina è governare la transizione tecnologica secondo un approccio antropocentrico, garantendo così che l'innovazione rimanga al servizio dei diritti fondamentali e della dignità umana. La governance strategica si conferma affidata all'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID), come autorità di notifica, mentre l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), avrà il ruolo di autorità di vigilanza del mercato e punto di contatto unico con l'Unione Europea. A queste si affiancano organismi settoriali come Banca d'Italia, la Consob e l'Ivass per il comparto finanziario, e il Garante per la protezione dei dati personali per le applicazioni ad alto rischio nella giustizia e nella sicurezza. Per sorreggere lo sviluppo dell'ecosistema industriale e la sovranità digitale del Paese, l’articolo 23 della legge n. 132/2025 destina fino a 1 miliardo di euro del Fondo di sostegno al venture capital. La formazione rappresenta la condizione abilitante della strategia italiana, intese come alfabetizzazione critica e responsabilità nell'uso dei nuovi strumenti. All'interno del sistema scolastico, l’IA  dovrà essere  integrata stabilmente nell'educazione civica e nei programmi del secondo ciclo, con un potenziamento delle discipline STEAM e il supporto di comitati tecnico-etici territoriali. Per contrastare l’emergenza educativa legata all'abuso di piattaforme digitali, viene stanziato un fondo specifico di 100 milioni di euro destinato al piano di formazione dei docenti. Nelle università e nelle istituzioni AFAM si introducono laboratori interdisciplinari obbligatori che uniscono profili tecnici, giuridici ed etici, sotto il monitoraggio qualitativo dell'ANVUR. La Pubblica Amministrazione attiverà percorsi coordinati con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) suddivisi in tre distinti livelli: alfabetizzazione di base per tutto il personale;  riqualificazione specialistica per i procedimenti amministrativi;  alta formazione per i dirigenti responsabili della transizione digitale. Questo al fine di scongiurare l'adozione frammentata delle tecnologie.  Nei settori ad alta specializzazione, i decreti esigono programmi di aggiornamento rigorosi e uniformi. In ambito sanitario, verso i medici e gli operatori sanitari, la formazione sull’IA diventa obbligatoria all'interno dei programmi di Educazione Continua in Medicina (ECM) con una percentuale specifica, estendendosi anche alla formazione manageriale dei dirigenti per la gestione delle liste d’attesa e l'abbattimento degli sprechi. In tale ambito si inserisce la sperimentazione della Piattaforma istituzionale "MIA", finanziata tramite il PNRR e gestita da Agenas. Per i liberi professionisti, i rispettivi ordini professionali hanno l'obbligo di adeguare i propri regolamenti entro sei mesi, strutturando percorsi formativi su diversi livelli: tecnico, giuridico e deontologico, incentrati sul principio della responsabilità e sui doveri informativi verso il cliente. Di notevole impatto economico è l'integrazione, entro dodici mesi, dei parametri dell’equo compenso e delle tariffe forensi: i compensi saranno commisurati alla classificazione di rischio del sistema di IA impiegato, garantendo che l'automazione non svaluti il lavoro intellettuale. ll decreto delegato in materia di Lavoro rende noto un principio fondamentale a tutela della dignità del dipendente, ovvero, le decisioni relative a costituzione, modifica o risoluzione del rapporto di lavoro  (inclusi i provvedimenti disciplinari e i licenziamenti) non possono essere adottate in modo esclusivamente automatizzato. Qualunque sia la scelta idonea a incidere sui diritti del lavoratore deve essere riservata a una persona fisica dotata di effettivi poteri decisionali. Prima dell’avvio di qualunque trattamento algoritmico, il datore di lavoro deve assolvere precisi obblighi informativi.  Il lavoratore ha il diritto di richiedere e ottenere, tramite l'intervento di un operatore umano, una motivazione intelligibile che indichi i parametri considerati dall'IA e l'incidenza del sistema sul processo finale, fermo restando il diritto di accesso ai dati.  Per garantire l'assoluta effettività della norma, il licenziamento intimato in violazione del divieto di decisione esclusivamente automatizzata è nullo di diritto, ponendo un perimetro costituzionale invalicabile all'automazione aziendale.