31/05/2026 - OCSE, DATI SULLA TASSAZIONE DEI SALARI
"Avere il polso della situazione su quella che è la realtà quotidiana con cui si misurano i cittadini è sempre estremamente importante per chi Amministra un Paese - dice l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e tale discorso vale ovviamente anche per tutte le questioni di natura fiscale e riconducbili, in generale, al complesso e variegato universo di tasse, imposte, oneri, agevolazioni, benefici e diritti. Tale universo, infatti, si incastra in maniera inevitabile e immediata con quello del lavoro e incide in modo decisivo sui livelli di benessere, sul potere d'acquisto delle retribuzioni, sulle possibilità di crescita delle persone e delle imprese, oltre che sulla possibilità di progettare il futuro di ogni singola persona. Avere un'idea concreta, corroborata da dati certi e percentuali precise, su come si stiano evolvendo le cose al riguardo è di grande importanza, soprattutto in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo, caratterizzato da forti tensioni internazionali, anche perchè in tal modo si può capire quali possano essere le eventuali contromisure - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e le soluzioni più idonee per apportare i necessari correttivi".
Pubblicato solamente qualche giorno fa, il report Taxing Wages 2026, relativo alla Tassazione dei salari dei Paesi appartenenti all'OCSE, illustra una situazione generale di grande importanza e offre interessanti spunti di riflessione in merito. Il dato generale che emerge e da cui far partire l'analisi è sicuramente l'aumento dell'aliquota fiscale sul reddito nella stragrande maggioranza dei Paesi legati all'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Per arrivare a questa conclusione il report ha provveduto a prendere in esame il cuneo fiscale medio, le imposte sul reddito delle persone fisiche e i contributi alla sicurezza sociale pagati dai dipendenti, ma anche le imposte sul salario pagate dai datori di lavoro e i benefici in denaro che i lavoratori hanno ricevuto. Il modo in cui ogni singioolo Paese membro calcola l'insieme di doveri fiscali e benefici è analizzato dal report, che dà valore anche al modo in cui tutto ciò, per l'appunto, influenza i redditi delle famiglie: da qui emerge che il sopra citato aumenmto, del cuneo fiscale, in realtà, avviene per il quarto anno consecutivo.
Il documento in questione, oltre a mettere sotto forma di dati, numeri e percentuali la realtà dei tanti Paesi legati all'Organizzazione con sede a Parigi, illustra in un certo qual modo i possibili sviluppi futuri, partendo proprio dalle tendenze in atto negli ultimi anni e soffermandosi sulla situazione presente in ogni singolo Stato. La sequenza di dati relativi a ogni Paese è dunque riportata con grande attenzione ed è facilmente consultabile: oltre a fotografare nell'immediato il quadro generale si cala nel particolare di ogni specifica nazione, mettendo in evidenza anche le differenze fra i vari tipi di nucleo familiare e offrendo indicazioni rilevanti anche sul concetto di progressività della tassazione del lavoro nel complesso dei Paesi OCSE. L'aliquota fiscale sul reddito da lavoro varia in rapporto al guadagno ma anche alla composizione delle famiglie lavoratrici: i sistemi fiscali sul lavoro, infatti, tendono a essere improntati maggiormente al criterio di progressività per le famiglie con redditi più bassi e con figli per l’impatto delle misure di agevolazione fiscale e dei trasferimenti in denaro. Emerge quindi che i sistemi fiscali, dal 2000, sono diventati più progressivi per le famiglie con un guadagno al di sotto del salario medio, mentre la progressività del cuneo fiscale sui redditi superiori alla media non è cambiata in maniera rilevante, poiché gli stessi Paesi hanno tendenzialmente ridotto le tasse sui lavoratori a basso reddito più che per i lavoratori con redditi medi e alti in questo periodo.
"Trovare un equilibrio accettabile in termini di equità, trasparenza e sostenibilità è sempre impresa ardua - afferma la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - soprattutto in un ambito da sempre delicato, complesso e particolare come quello legato al Fisco. A maggior ragione, costruire un sistema con tali caratteristiche in diversi Paesi, realizzando magari dei modelli replicabili da uno Stato all'altro nonostante le differenze strutturali presenti in ogni realtà nazionale, è una sfida di grande fascino e di grande difficoltà, ma che non viene più percepita come impossibile o poco importante, anzi. Riuscire a creare confronti costruttivi fra i diversi Paesi legati a Organizzazioni come l'OCSE - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - significa aumentare i livelli di collaborazione fra i Governi e le Amministrazioni Fiscali dei diversi Stati, con ricadute estremamente positive per l'Organizazione nel suo complesso ma anche per i singoli Stati membri".