27/05/2026 - PERMESSO UNICO UE PER GLI STRANIERI
E' stato pubblicato in data 20 maggio 2026 in Gazzetta ufficiale il decreto legislativo n.83 del 16.4.2026 per l' attuazione della direttiva (UE) 2024/1233 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, relativa a una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di Paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno stato membro. Lo scopo è quello di rafforzare le tutele contro lo sfruttamento lavorativo e favorire l'integrazione regolare. La bozza era stata approvata definitivamente lo scorso 9 aprile. Nel dettaglio, il decreto semplifica radicalmente il procedimento amministrativo per la richiesta del permesso unico, riducendo a 90 giorni il termine massimo per la conclusione della procedura di rilascio, salvo casi particolari. E' stato anche introdotto l'obbligo di trasparenza per il datore di lavoro, che dovrà informare tempestivamente il lavoratore straniero su ogni comunicazione relativa al nulla osta. Infine il provvedimento garantisce maggiore flessibilità nel mercato del lavoro, lo straniero titolare di permesso unico potrà cambiare datore di lavoro durante il periodo di validità del titolo, previa notifica alle autorità competenti. Uno degli obiettivi principali di questa riforma è la riduzione della complessità burocratica che oggi caratterizza la domanda di permesso unico. Il decreto rafforza l’obbligo di informazione nei confronti del lavoratore straniero, prevedendo che vengano fornite indicazioni complete sulle condizioni di ingresso e soggiorno per motivi di lavoro, sui documenti necessari e sulle garanzie procedurali previste, anche per i familiari. Anche sul fronte delle tempistiche della procedura, le novità sono importanti. Si prevede che: da un lato i termini ordinari per il rinnovo del permesso di soggiorno vengono estesi da 60 a 90 giorni, dall’altro viene introdotta una disciplina speciale per il permesso unico di lavoro: una volta completata la domanda, il questore dovrà rilasciare il titolo entro 30 giorni. Si tratta di una deroga notevole rispetto ai tempi previsti per altri titoli di soggiorno, pensata per garantire maggiore certezza giuridica e operativa sia ai lavoratori sia ai datori di lavoro. Viene riconosciuta la possibilità, per il titolare di permesso unico, di cambiare datore di lavoro durante il periodo di validità del titolo, previa comunicazione alle autorità competenti. In caso di disoccupazione, poi, il permesso non sarà revocato automaticamente, infatti, il lavoratore potrà rimanere in Italia per almeno tre mesi per cercare una nuova occupazione. Questa misura si propone di contrastare lo sfruttamento lavorativo e a favorire percorsi di integrazione regolare. Ancora, il decreto chiarisce che la gestione delle domande resta in capo al ministero dell’Interno e che l’attuazione delle nuove norme non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Rispetto alle prime ricostruzioni giornalistiche, il testo finale del decreto presenta alcuni elementi di maggiore dettaglio operativo rilevanti per datori di lavoro e consulenti. Oltre il termine complessivo di 90 giorni per la conclusione del procedimento, viene chiarita la scansione interna delle fasi (60 giorni per il rilascio del nulla osta e 30 giorni per il permesso di soggiorno), nonché l’estensione a 90 giorni anche del termine per il rinnovo dei permessi. Il provvedimento inserisce inoltre specifici obblighi informativi, prevedendo che nel permesso unico siano riportate informazioni su condizioni di lavoro, diritti e garanzie procedurali, e rafforza il ruolo del datore di lavoro, tenuto a comunicare tempestivamente al lavoratore gli esiti dell’iter amministrativo. Risulta così più articolata la disciplina delle esclusioni, che identifica puntualmente le categorie non rientranti nel nuovo regime (tra cui lavoratori autonomi, studenti, distaccati e titolari di protezione). Per concludere, si chiarisce l’applicazione anche ai lavoratori del settore domestico e assistenziale.