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12/05/2026 - LE NOVITA' APPROVATE DEL DECRETO 1° MAGGIO

Il Decreto Primo Maggio 2026 (D.L. 30 aprile 2026, n. 62) è legge. E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri in data 28 aprile ed è entrato in vigore il 1° maggio, il provvedimento ha parzialmente confermato quanto previsto dalla bozza e aggiunto qualche piccola novità. Tra le principali misure ci sarebbero la proroga del bonus giovani e una spinta per l'occupazione femminile. Si potrà accedere agli incentivi occupazionali solo se si riconosce e si applica ai lavoratori il salario giusto, ovvero il trattamento economico complessivo percepito dal lavoratore, non composto solo dal salario orario ma da tutti gli elementi economici che concorrono a formare il contratto in favore del lavoratore. Il consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto 1 maggio in materia di lavoro. Le novità principali riguardano gli incentivi all’occupazione, il salario giusto, il lavoro su piattaforme digitali e rinnovi contrattuali. La norma proroga e struttura in modo organico tre incentivi contributivi, validi fino all'ultimo giorno (31 dicembre) del 2026 e tutti condizionati all’incremento occupazionale netto. Uno dei primari obiettivi del decreto è quello di rendere strutturale il bonus per le assunzioni dei giovani under 35. L’agevolazione, già attiva nel 2025, è stata rinnovata nel decreto Milleproroghe solo per 4 mesi. Il nuovo decreto dovrebbe rendere strutturale l'appena citata misura. Previsti tre principali incentivi: Bonus donne 2026, esonero contributivo al 100% fino a 650 euro mensili (800 euro nelle regioni ZES) per assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate; Bonus giovani 2026, esonero al 100% fino a 500 euro mensili (650 euro nelle aree ZES) per giovani under35 senza impiego stabile; Bonus ZES, incentivo specifico per le imprese del Mezzogiorno, con particolare attenzione alle aziende fino a 10 dipendenti. Tutti gli incentivi sono subordinati all’incremento occupazionale netto e non sono cumulabili con altri esoneri. Tra le novità anche un incentivo alla trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. L’esonero contributivo, pari al 100% fino a 500 euro mensili per 24 mesi, riguarda i lavoratori under 35 alla prima occupazione stabile e si applica alle trasformazioni effettuate nella seconda metà del 2026.  Il bonus per le assunzioni dei giovani under 35 ha lo scopo di abbattere i costi dei contributi che le aziende devono versare ai neoassunti. I requisiti per poterne usufruire sono: non aver ancora compiuto 35 anni; non aver mai avuto, in precedenza, un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Il bonus prevede uno sgravio contributivo per l’azienda del 100%, se l’assunzione genera un incremento occupazionale netto (il numero totale dei dipendenti deve aumentare rispetto alla media dell’anno precedente), e del 70% se invece il numero complessivo dei dipendenti invece non aumenta. L’incentivo varia sul territorio nazionale. Il massimale dell’esonero è di base pari a 500 euro mensili, ma arriva fino a 650 euro al mese per le assunzioni effettuate presso una sede o unità produttiva che si trovano nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria.  Per fruire del bonus assunzione ZES, la retribuzione erogata non può essere inferiore al salario definito nel decreto 1° maggio come giusto. I datori di lavoro che assumono, a tempo indeterminato, lavoratori e lavoratrici con più di 35 anni e disoccupati da almeno 2 anni possono ottenere un esonero contributivo totale. Nel dettaglio è previsto in favore delle imprese uno sgravio contributivo fino al 100% per un importo mensile massimo di 650 euro.  Il bonus può essere richiesto per le assunzioni di personale destinato ad unità produttive ubicate nelle regioni della Zes Unica Sud, ovvero: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. L’incremento occupazionale è calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti. Il bonus spetta ai datori di lavoro che occupano meno di 10 dipendenti, nel mese dell’assunzione, e che, tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, assumono lavoratori e lavoratrici presso una sede o unità produttiva ubicata in una delle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno. Un’altra parte importante del decreto Primo maggio riguarda le donne e la spinta all’occupazione femminile. Sempre nel decreto Milleproroghe le agevolazioni per il lavoro femminile erano state prorogate più a lungo, fino al 31 dicembre di quest’anno, ma la volontà del governo di coinvolgere le donne andrà con ogni probabilità oltre. Aaltra misura confermata è quella dello sconto fiscale sulle somme pagate per straordinari, lavoro notturno e non solo. Dal 1° gennaio 2027 i soldi pagati per: lavoro notturno, lavoro nei giorni festivi e di riposo, indennità di turno e lavoro straordinario verranno tassati al 15%. Non si applicheranno quindi le normali tasse (Irpef nazionale, regionale e comunale). La misura vale per le somme incassate fino a un tetto di 1.500 euro all’anno. Sono esclusi i dipendenti del settore del turismo e quelli della ristorazione. Lo sconto vale solo per chi ha un reddito da lavoro dipendente, il quale non supera i 40.000 euro all’anno.