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28/04/2026 - SPORTIVI DILETTANTI, ESENZIONI FISCALI E CONTRIBUTIVE

Le soglie di esenzione IRPEF e INPS per i compensi da società commerciali, non esiste nessun cumulo tra redditi sportivi e ordinari. La riforma del lavoro sportivo dilettantistico, in vigore dal 1° luglio 2023, ha introdotto un regime fiscale e previdenziale agevolato per i compensi percepiti all'interno dell'ambito di attività svolte a favore di enti sportivi riconosciuti (ASD, SSD, federazioni, enti di promozione sportiva). Queste agevolazioni prevedono specifiche soglie: fino a 5.000 euro annui i compensi sono esenti sia da IRPEF sia da contribuzione INPS; tra 5.001 e 15.000 euro si applica l'esenzione fiscale ma scatta l'obbligo contributivo sulla parte eccedente; oltre i 15.000 euro i compensi diventano imponibili anche ai fini fiscali. L'elemento centrale è che queste soglie si applicano solamente ai compensi di natura sportiva dilettantistica erogati da soggetti qualificati. Non è previsto nessun cumulo con redditi che derivano da altri committenti, come per citare un esempio dalle società commerciali. Da qanto appena citato, in presenza di compensi definiti misti, occorre distinguere nettamente le due tipologie: solo quelli provenienti da enti sportivi beneficiano delle agevolazioni, mentre i compensi erogati da soggetti commerciali seguono integralmente le regole ordinarie fiscali e previdenziali. Questo principio è confermato anche dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate, che conferma il legame tra agevolazioni e contesto sportivo dilettantistico.