13/04/2026 - SALARIO MINIMO, LEGGI REGIONALI E NUOVE PROPOSTE
Il Consiglio regionale della regione Sardegna ha approvato qualche giorno fa una legge sul salario minimo regionale. Questa fissa una soglia minima di 9 euro lordi l'ora per i lavoratori impiegati in appalti regionali. La legge si fissa come punto cardine quello contrastare il dumping retributivo nei settori ad alta intensità di manodopera e prevede anche un comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro. Altre regioni si sono dotate ultimamente di leggi che istituiscono un salario minimo. Da evidenziare però che nessuna di queste norme introduce un vero salario minimo legale generale per tutti i lavoratori del settore privato, ma solo clausole retributive minime vincolanti nei rapporti con la Regione e gli appalti pubblici, per i lavoratori impiegati nei contratti di appalto e concessioni affidati dalla Regione dagli enti locali, dalle aziende sanitarie e dalle società controllate. Si tratta in particolare della regione Puglia (legge regionale n. 30/2024) e della regione Toscana. Si segnala anche che il 9 aprile è stata incardinata alla Camera la proposta di legge a firma Lega A.C. 2179 -«Disposizioni per l'istituzione del salario minimo» che propone un sistema di salario minimo legale costruito sull'integrazione con la contrattazione collettiva. Composta da 8 articoli, stabilisce l’obbligo per i datori di lavoro di garantire ai lavoratori subordinati una retribuzione complessiva sufficiente e proporzionata, come riportato dall'art. 36 della Costituzione, estendendo in parte tali tutele anche a collaborazioni coordinate e continuative e ad alcune tipologie di lavoro autonomo. Il trattamento economico minimo viene individuato nel valore previsto dai CCNL stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, con una soglia minima inderogabile di 9 euro lordi orari. In assenza di contratti collettivi specifici, si applicano criteri sostitutivi basati su settori affini o mansioni equivalenti. Per il lavoro domestico è previsto un decreto attuativo ad hoc. In Puglia, la prima legge regionale L.R. 30/2024, "tutela della retribuzione minima salariale nei contratti della Regione Puglia e delle società partecipate”, istituisce l’obbligo, nei bandi di gara della Regione e delle società partecipate, di indicare CCNL che garantiscano un minimo salariale di 9 euro lordi l’ora; questa legge è stata oggetto di impugnazione e poi oggetto di sentenza della Corte costituzionale (sentenza n. 188/2025) che ne ha confermato in buona parte la legittimità. Si applica nello specifico a : Bandi di gara per servizi (portierato, pulizie, manutenzioni, trasporti, sorveglianza, addetti ai servizi vari); Bandi per lavori (manutenzioni edilizie, infrastrutture minori gestite da enti regionali); Affidamenti a società in house e aziende sanitarie. In Sardegna, legge regionale 8 aprile 2026 in attesa di pubblicazione, fissa una soglia minima di 9 euro lordi l’ora per i lavoratori impiegati nei contratti di appalto e concessioni affidati da Regione, enti locali, aziende sanitarie e società controllate. È prevista inoltre la costituzione di un Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro. Bandi‑tipo dove compare: Bandi di gara della giunta regionale e degli enti locali (comuni, province) per servizi di pulizie, portierato, manutenzioni, guardiania, assistenza, trasporti; concessioni di aree e servizi pubblici. In Toscana n. 30 del 18 giugno 2025, la regione ha introdotto la Legge Regionale Toscana che prevede un meccanismo premiale negli appalti pubblici, incentivando le aziende a riconoscere almeno 9 euro lordi l'ora per garantire equa retribuzione nei contratti ad alta intensità di manodopera. . La norma è stata impugnata dal Governo ed è attualmente oggetto di ricorso presso la Corte Costituzionale. Per le imprese che partecipano agli appalti pubblici nelle Regioni con leggi sul salario minimo (Puglia, Sardegna, Toscana ecc.), gli obblighi non sono legati al salario minimo generale di tutti i dipendenti, ma alla retribuzione minima dei lavoratori impiegati nelle commesse pubbliche. Le imprese devono, in sede di gara: Indicare il CCNL applicato ai lavoratori che eseguiranno l’appalto (pulizie, portierato, manutenzioni, servizi varie, lavori, ecc.); Dichiarare che il minimo tabellare previsto da quel CCNL è almeno pari a 9 euro lordi l’ora (o che comunque il trattamento economico non scende sotto tale soglia).