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26/03/2026 - SICUREZZA E ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

Sul tema della sicurezza nei percorsi di alternanza scuola-lavoro ora comunemente definita Formazione scuola-lavoro, si registra un ulteriore avanzamento operativo con l'adozione del decreto del 18 marzo 2026. Il provvedimento interviene parallelamente al percorso di rafforzamento delle tutele avviato negli ultimi anni, anche alla luce delle modifiche normative introdotte nell'ultimo anno, che hanno consolidato il ruolo della formazione e della prevenzione nei percorsi scolastici integrati con il lavoro. Il sistema della formazione scuola-lavoro si è mutato con il passare del tempo, dalla originaria alternanza, ai PCTO, fino alla recente ridenominazione in Formazione scuola-lavoro a partire dall’anno scolastico 2025/2026, senza modifiche sostanziali agli obblighi formativi. Congiuntamente, il quadro della sicurezza è stato rafforzato: con il Testo Unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008); con il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha aggiornato i criteri della formazione obbligatoria; con l’estensione della tutela assicurativa INAIL agli studenti e al personale coinvolto nei percorsi formativi. In questo contesto si inserisce il nuovo Protocollo d’intesa interistituzionale, che prevede strumenti di governance dedicati per coordinare le iniziative sulla sicurezza.  La novità principale è l’istituzione del Comitato di coordinamento nazionale, previsto dal Protocollo e formalizzato con il decreto datato18 marzo 2026. Il Comitato è composto da 6 membri: 2 del Ministero dell’Istruzione, 2 del Ministero del Lavoro, 1 dell’INL e 1 dell’INAIL. L’istituzione del Comitato rappresenta il passaggio da una fase di indirizzo politico-normativo a una fase di gestione strutturata e continuativa delle politiche di sicurezza nei percorsi scuola-lavoro. Il Comitato assume quelle che sono le funzioni centrali nella gestione operativa delle attività, e si auspica abbia a breve impatti diretto  per imprese ospitanti. Nel dettaglio, esso dovrà occuparsi di: pianificare e programmare le attività previste dal Protocollo; definire i piani annuali di intervento; monitorare lo stato di attuazione dei progetti; verificare il raggiungimento degli obiettivi; redigere report periodici per le amministrazioni competenti.