22/03/2026 - CONTRASTO ALLE FRODI
"La lotta per ridurre e laddove possibile eliminare le frodi di carattere fiscale è sempre ardua e complessa - dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - e necessita di strumenti e opzioni sempre più efficaci e al passo coi tempi. I progressi enormi che la tecnologia fa costantemente registrare permettono sicuramente di avere più soluzioni a portata di mano, ma al contempo forniscono mezzi sempre più sofisticati anche a chi opera al di fuori delle regole e utilizza tali nuovi mezzi per portare avanti le proprie attività illecite. Per far sì che tale lotta rimanga viva e che si continuino a mettere a referto importanti progressi nella battaglia contro elusione, evasione e riciclaggio - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - è però sempre più indispensabile poter contare su strutture organizzate e ben ramificate ma, oltre a questo, occorre anche mettere in piedi un sistema di carattere internazionale sempre più efficiente e basato su una stretta collaborazione. A dire che questa è la strada da seguire sono i risultati raggiunti e comunicati in diverse occasioni da studi e analisi condotti dalle Istituzioni Europee".
L'aumento esponenziale delle operazioni commerciali extra-nazionali espone ovviamente tutti i Paesi e la stessa Unione Europea al rischio di un aumento considerevole di possibili reati fiscali e non solo. Partendo da questa considerazione per certi aspetti ovvia, viene automatico pensare alla necessità di trovare soluzioni adeguate e condivise fra i diversi Governi e in seno a Bruxelles per contrastare eventuali perdite decisamente rilevanti in termini economici. Alcuni numeri illustrano meglio la situazione: basti infatti pensare che nel 2024 le transazioni intra-Ue hanno superato i 4.000 miliardi di euro, per cui siamo al cospetto di cifre molti importanti e in costante crescita. Dati di grande rilievo, relativi sempre all'anno 2024, sono però anche quelli che riguardano il numero di operatori attivi, ossia più di 6 milioni e mezzo, e la perdita di gettito Iva, che viene stimata fra un minimo di 12 miliardi e mezzo di euro e un tetto di quasi 33 miliadi di euro. Il meccanismo fraudolento più comune è quello noto come "Frode intracomunitaria dell'operatore inadempiente". Fenomeni come la gobalizzazione e la digital economy rappresentano ovviamente realtà in crescita che. fatalmente e proporzionalmente, aumentano il rischio di tali reati.
La collaborazione invocata in sede europea deve concretizzarsi, oltre che fra i Paesi membri, anche fra questi e i Paesi Terzi: a stabilire il raggio d'azione in tal senso, oltre al tipo di soluzioni da mettere in atto, sono proprio Regolamenti, Direttive e successivi interventi di respiro europeo. Le decisioni adottate negli ultimi anni vanno proprio in questa direzione, ossia nel cercare di realizzare obiettivi come il rafforzamento di strumenti efficaci nel contrastare i reati fiscali. E di misure innovative ne sono arrivate tante e tutte decisamente interessanti, come ad esempio la creazione del sistema elettronico centrale europeo, denominato Cesop, che ha il compito di raccogliere e quindi di incrociare i dati relativi ai pagamenti transfrontalieri ottenuti dai prestatori di servizi di pagamento, avvenuta nel 2024, o ancora il maggior potere dato a Eurofisc riguardo al trattamento congiunto dei dati sull'Iva. Le iniziative sono però incentrate anche sul medio e lungo termine, come ad esempio l'introduzione di nuovi tipi di obblighi di comunicazione digitale a partire dal 2030. Inoltre, viene analizzata anche nel complesso la situazione relativa ai mezzi di cooperazione esistenti, valutando criteri come pertinenza, efficacia, coerenza, efficienza.
"La strada della cooperazione fra i Paesi europei è quella che permette di raggiungere risultati sempre più significativi e rilevanti in merito al contrasto all'illegalità in ogni ambito, incluso naturalmente quello fiscale e dei conti pubblici - dice l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - per cui continuare su questa strada, intensificando la collaborazione e gli interventi comuni è sicuramente necessario per raggiungere gli obiettivi prefissati e per tutelare nella maniera migliore possibile la legalità sotto ogni sua forma. In un momento estremamente delicato e decisamente complesso per quel che riguarda le relazioni internazionali, presentare un Europa unita, collaborativa e compatta è sicuramente molto importante - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e consente, come abbiamo visto, anche di avere una maggiore solidità economica in ogni ambito e una maggiore fora nel difendere e tutelare i propri valori, come quello fondamentale del rispetto della legalità".