Vai alla Home Page
Iscritto all'Albo CAF del Ministero delle Finanze n.00066




click 136 Originale Aumenta Aumenta PDF Stampa Indietro

15/03/2026 - DISUGUAGLIANZE, L'IMPATTO DEL FISCO

"Ogni Stato moderno ha, soprattutto nei Paesi più sviluppati, il compito di far fronte alle crisi e ai momenti difficili - dice l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - salvaguardando il più possibile il livello generale di benessere e intervenendo in maniera efficace e tempestiva nelle situazioni più a rischio o che presentano comunque della difficoltà diffuse. Purtroppo permangono situazioni complesse, tanto nel nostro Paese quanto negli altri, che eventi di vasta portata come la grande crisi internazionale prima e la Pandemia in tempi più recenti, hanno contribuito ad acuire: e davanti a determinati fenomeni storici e sociali i soggetti più esposti hanno visssuto e continuano a vivere una realtà parecchio complicata. In Italia permangono importanti differenze reddituali, ad esempio, legate anche a problemi importanti in ambito occupazionale e sociale, che si fa fatica ancora oggi a risolvere. In qiesto complesso quadro generale, il Fisco ha ampiamente dimostrato di poter giocare un ruolo di primo piano e i risultati in tal senso ci sono. Pensare però che le misure di natura fiscale possano colmare lacune che ci portiamo dietro da decenni - aggiunge l'Amministratore Unico del Caf Italia - sarebbe utopistico, per cui occorre trovare le giuste soluzioni attraverso interventi di ampio respiro".

Il nuovo volto del Fisco, che da severo e inflessibile esattore particolarmente duro con chi non adempie ai propri doveri in materia di tasse e imposte e che grava senza remore sui guadagni dei cittadini, a parte attiva del concetto di Welfare offrendo numersoe soluzioni utili a chi vive situazioni di difficoltà e che fa dell'equità e della sostenibilità i suoi baluardi, ha sicuramente un appeal diverso al cospetto dei cittaadini e bisogna dire che, nonostante le tante e inevitabili resistenze iniziali e una diffidenza atavica, qualcosa sta effettivamente cambiando. Certo, diffiicle immaginare che qualche cittadino possa fare i salti di gioia nel versare quanto dovuto all'Erario, ma di certo la strada verso una nuova consapevolezza è stata tracciata e passa inevitabilmente dal ritorno che i cittadini contribuenti possono sperimentare. Oltre all'erogazione dei servizi, che a dirla tutta non riesce ad essere ancora un argomento forte, poiché ancora ci sono tante cose da sistemare in tal senso in molti settori nevralgici, il ritorno di cui parlavamo si può vedere nelle misure a favore delle categorie e delle zone della Pensiola più in difficoltà, soprattutto in termini di redistribuzione del reddito e di riduzione delle disuguaglianze. 

A fare maggiore chiarezza sullla situazione attuale del nostro Paese in tal senso, fornendo una chiave di lettura basata su dati e indicatori, è l'Istituto Nazionale di Statistica, che ha affrontato l'argomento in questione attraverso l'analisi sulla redistribuzione del reddito in riferimento all'anno 2025. Attraverso tale studio emerge come le disuguaglianze esistenti vengano attenuate e in maniera anche importante dagli interventi pubblici: questo però non basta a eliminarle, per cui rimangono ancora ben radicate situazioni di disuguaglianza tra diverse fasce e categorie della popolazione, così come tra diverse macro-aree del Paese. Analizzando la situazione servendosi del cosiddetto Coefficiente di Gini, un misuratore delle disuguaglianze di una distribuzione introdotto da Corrado Gini, statistico italiano, si evince che il Fisco ha contribuito a ridurre tale indice del 16%, portandolo dal 47,3% al 31,2% del reddito disponibile: analizzando le diverse zone del Paese, si nota che al Nord tale indice è passato dal 43,3% al 27,5%, al Centro dal 45,5% al 30,2% e al Sud dal 50% al 32,5%. Nel Mezzogiorno in particolare, quindi, l'impatto dell'intervento pubblico è stato davvero rilevante nel ridurre i livelli di diseguaglianza. 

"Studi e analisi portati avanti con grande accuratezza - afferme la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - fanno emergere in maniera semopre più chiara i cambiamenti sociali e culturali in atto nei rapporti fra cittadini e Fisco, fra i contribuenti e lo Stato. Un Fisco equo, sostenibile, trasparente e in grado di interpretare il mutato panorama generla e di cercare quelle soluzioni più idonee alla realtà socio-economica in atto acquista sicuramente maggiore fiducia e facilita i rapporti con famiglie e imprese. Un sistema di tasse e imposte in grado di intercettare le reali esigenze del Paese, di puntare su accordi e misure che semplificano situazioni altrimenti molto complesse, senza naturalmente venir meno alla propria funzione e senza perdere efficacia nel salvaguardare la legalità sotto ogni punto di vista, può dialogare con i contribuenti e ottenere risultati significativi anche in termine di recupero di somme a rischio. Siamo convinti che una nuova concezione del Fisco - conclude la Dottoressa Maria Emilda Sergio - non solo sia possibile e migliorerebbe di molto la salute del Paese, ma in realtà stia già prendendo piede mostrando sin da ora risultati importanti in positivo".