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04/03/2026 - RAPPORTO PARITA' 2026

Si trova sul sito del Ministero del lavoro il modello aggiornato da compilare online per la presentazione del rapporto biennale sulle pari opportunità nelle aziende con oltre 50 dipendenti, sul sito governativo, previa autenticazione con SPID, o CIE o CNS o EIDAS. Ricordiamo che la scadenza è fissata al 30 aprile 2026 e riguarda i dati 2024-2025. Il ministero precisa che fino alla scadenza del termine le aziende che intendono partecipare a procedure pubbliche per le quali sia richiesta la presentazione del rapporto biennale potranno produrre copia di quello già presentato con riferimento al precedente biennio (2022/2023), integrando la documentazione con il rapporto per il biennio 2024/2025 entro il termine del 30 aprile 2026. Le aziende che hanno ancora in corso il caricamento dei dati relativi al biennio 2022/2023 che il termine ultimo per provvedere è il 15 marzo 2026. Il Decreto interministeriale datato 29 marzo 2022 ha definito le modalità operative per la compilazione del rapporto biennale sulla situazione lavorativa dei due sessi nelle realtà aziendali con oltre 50 dipendenti. L'obbligo era stato previsto dal Codice per le pari opportunità (decreto legislativo 198/2006), da ultimo modificato dalla legge 162/2021. Si ricorda che la redazione del rapporto di parità è obbligatoria per poter accedere alle gare inerenti agli investimenti pubblici finanziati con le risorse del PNRR (decreto legge Semplificazioni n. 77/2021). In merito a ciò,è stato pubblicato sul sito ministeriale il Decreto Interministeriale del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia che ha prorogato per il 2022 la prima scadenza del nuovo adempimento. Per rendere effettivo il principio di parità all'interno dei luoghi di lavoro, prescritto dalle norme europee, è stato  previsto che il rapporto biennale sia obbligatorio per tutte le aziende sopra i 50 dipendenti.   Per le aziende di dimensioni inferiori il rapporto è invece facoltativo. Le aziende devono redigere il rapporto esclusivamente in modalità telematica, attraverso l’utilizzo dell’apposito portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L'accesso richiede le credenziali SPID. Per il rapporto relativo al biennio 2020-2021 andava  fatto  riferimento alla situazione al 31 dicembre 2019 e l'invio era stato prorogato al   14 ottobre 2022. A regime invece è confermata  la data del 30 aprile dell’anno successivo alla scadenza di ogni biennio.  Al termine della procedura informatica, viene rilasciata una ricevuta attestante la corretta redazione del rapporto.  Una copia del rapporto, unitamente alla ricevuta deve essere trasmessa dal datore di lavoro anche alle rappresentanze sindacali aziendali. I dati saranno accessibili anche alla Consigliera nazionale di parità  incaricata di redigere un resoconto annuale della situazione nazionale sul tema della parità di genere nei luoghi di lavoro. Sulla base dei dati all'interno del rapporto, se conformi agli standard minimi,  le aziende potranno richiedere dagli enti certificatori autorizzati  la certificazione di parità, un attestato  del fatto che la situazione aziendale soddisfa alcuni requisiti minimi prescritti dalla prassi.  L'appena citata certificazione  dà accesso ad agevolazioni che comprendono: punteggio aggiuntivo per l’aggiudicazione di un bando di gara rientrante nell’ambito del Pnrr o del Pnc (articolo 47 del Dl 77/2021); meccanismi e strumenti di premialità  in tutti gli appalti pubblici; agevolazioni contributive.  Il D. Lgs 105 2022  di recepimento della direttiva UE 1592 2022 sulla conciliazione vita lavoro prevede  che in caso di violazione delle norme  a tutela della genitorialità prevista dal decreto stesso, rilevate nei due anni che precedono la richiesta della certificazione di parità, comportano l’impossibilità di conseguirla.