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01/03/2026 - INFLAZIONE E SOLUZIONI POSSIBILI

"Uno dei concetti di riferimento nel valutare la situazione economica generale è senza dubbio quello legato al valore dell'inflazione e al modo in cui tale fattore incide sul reale potere d'acquisto - dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - e quindi sul contesto globale del Paese. L'Italia vive da questo punto di vista un periodo complesso che getta un'ombra sul futuro immediato, poiché il problema della diminuzione reale del potere d'acquisto abbraccia una serie di voci di grande rilevanza e rende di fatto, ad esempio, decisamente più fragili i redditi e penalizza in maniera evidente la capacità di spesa delle famiglie. A fronte di questa situazione che si fatica a incanalare lungo binari più rassicuranti. occorre cercare misure e soluzioni efficaci per tutelare imprese e cittadini - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e di conseguenza dare una spinta importante alla crescita dell'intero sistema-Paese, purtroppo ancora troppo esposto alle incertezze legate anche a una situazione internazionale decisamente difficile".

L'inflazione è un problmea reale che appesantisce in maniera concreta e importante l'economia dell'intera zona europea, su cui si riversano anche gli effetti degli scenari di crisi internazionale che purtroppo caratterizzano questo delicato momento storico. Ma se è vero che tale problema riguarda tutti i Paesi che fanno riferimento a Bruxelles e che, chi più chi meno, chi prima chi dopo, sono alle prese con complicate questioni diplomatiche dopo il biennio segnato dal Covid, c'è però da notare come nel nostro Paese sia purtroppo emersa una debolezza strutturale e più radicata del potere d'acquisto rispetto a quelle che è la media europea. A dirlo è Eurostat, che ha pubblicato i dati del 2025 riferiti al periodo 2004-2024: e questi dati sono impietosi nel raccontare che il reddito reale pro capite in Italia ha fatto segnare una diminuzione di 4 punti percentuali; inoltre l'OCSE aggiunge che nel primo scorcio del 2025 i salari reali risultavano ancora inferiori del 7,5% rispetto a quelli del 2021.

Per ovviare a questa  tendenza negativa che sembra irreversbilie, occorre trovare nuovi spunti e valutrare soluzioni di ogni genere e fra le possibilità passate al setaccio troviamo il cosiddetto welfare aziendale e strumenti come il cuneo fiscale. I benefici allo studio dovranno interessare una vasta gamma di soggetti, dalle startup alle PMI ai liberi professionisti: intervenire ad esempio sul costo del lavoro significa ridurre la forbice fra le spese sostenute dall'azienda e la somma percepita poi effettivamente dal lavoratore. Un'evolzuione ragionata e ben congegnata delle norme e della loro concreta applicazione in riferimento a strumenti non adegutamanete valorizzati, come ad esempio i Buoni Pasto e i Buoni Acquisto, permetterebbe di creare nuovo valore concreto a beneficio dei collaboratori senza gravare in maniera importante sulle imprese. 

"Riuscire a creare le giuste sinergie fra norme, attività imprenditoriale, politica, famiglie e lavoratori è un passaggio fondamentale per intervenire in maniera nuova e si spera efficiace nel fronteggiare problematiche ancora spinose per la realtà sociale ed economica del Paese - dice l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e in tal senso il ricorso ad agevolazioni fiscali è sovente la soluzione pià pratica da mettere in atto a beneficio di tutte la parti in causa. Riuscire a rispondere a fenomeni come l'inflazione e la perdita del potere d'acquisto in maniera intelligente e sistematica è fondamentale, anche per provare a non perdere terreno rispetto agli altri Paesi Europei in termini di appetibilità nel mondo del lavoro. Colmare le distanze è un obiettivo di primaria importanza - aggiunge l'Amministratore Unico del Caf Italia - per provare a ripartire e restare al livello degli altri Paesi dell'Unione e provare insieme ad essi di fare dell'Europa un nuovo modello di riferimento sociale ed economico".