14/02/2026 - PARADISI FISCALI, LISTA UE IN EVOLUZIONE
"La trasparenza è ormai da anni uno dei concetti chiave del mondo fiscale, tanto nelle faccende relative alla realtà economica e normativa di ogni singolo Paese, sia per quel che concerne i rapporti fra i diversi Stati - dice l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - nonché all'interno di entità sovranazionali come ad esempio Unione Europea e OCSE. In relazione a questo tema sempre più cruciale acquista grande rilevanza il rispetto delle norme a livello internazionale a livello fiscale: non a caso, tra le missioni più importanti portate avanti da Bruxelles c'è quella contro i colossi del Web, favoriti per moltissimo tempo da una legislazione lacunosa e non in grado di interpretare in maniera adeguata il mutato scenario economico globale. E in tale contesto di cambiamento - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - si ritaglia uno spazio sempre più centrale anche la questione dei Paesi i cui sistemi fiscali vengono considerati di livello affidabile".
Quando si palra di Paradisi fiscali il pensiero può istintivamente andare a luoghi esotici, abbastanza lontani geograficamente, che mantengono una certa impenetrabilità rispetto alla necessità di regole sempre più condivise a livello mondiale per l'applicazione di norme in materia fiscale capaci di tutelare la trasparenza e la legalità a 360 gradi. Fughe di capitali, tassazioni di favore, regole blande se non addirittura inesistenti, hano caratterizzato i rapporti fra molti Paesi nel corso degli anni e si sta provvedendo a stringere sempre più il cerchio attorno a realtà economche e fiscali quantomeno discutibili. La lista nera dell'Unione Europea a tal proposito, è costantemente in aggiornamento e prevede l'inserimento o l'esclusione di alcuni Paesi d aquesta lista di soggetti attenzionati e considerati non affidabili nelle operazioni internazionali e nelle gestione della fiscalità.
L'Unione Europea è solerte nel rendere note, in realtà, diverse liste, legate al grado più o meno alto di affidabilità: l'elemento chiave in tal senso, che determina cioè l'appartenenza a una lista piuttosto che un'altra dei diversi Governi, è la cooperazione con Bruxelles. Partendo da questa premessa, troviamo quindi una lista di Paesi che cooperano con la UE e che non risultano avere impegni in sospeso. Esistono però altre liste di Paesi considerati meno virtuosi da questo punto di vista, come ad esempio il gruppo di 10 Paesi che, pur cooperando con l'Unione Europea, hanno ancora degli impegni in sospeso: ne fanno parte Antigua e Barbuda, il Sultanato del Brunei, il Belize, la Giordania, le Seychelles, Eswatini, Marocco, Turchia, Isole Britanniche, Montenegro, Groenlandia. Equit, trasparenza, lotta alle frodi, buona governance fiscale sono fattori fondamentali e, nel complesso, nella lista di Paesi che non cooperano con l'UE o che non hanno pienamente rispettato gli impegni troviamo Guam, Russia, Vanuatu, Samoa Americane, Isole Vergini degli Stati Uniti, Palau, Anguilla, Panama, Figi e Trinidad e Tobago.
"Condividere una visione il più ampia possibile in materia fiscale e, più in generale - sono le parole della Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - quando si parla di rispetto delle regole e delle normative internazionali significa avere molta più forza ed efficacia nel garantire un equilibrio sostanziale indispensabile nel gestire i rapporti economici e non solo fra le diverse realtà nazionali e sovranazionali. Combattere insieme contro le frodi fiscali, contro evasione ed elusione, vuol dire avere strumenti in grado di far rispettare la legalità, nell'interesse di tutti i soggetti coinvolti. Trasparenza, equità, legalità, infatti, sono pilastri irrinunciabili - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - anche e soprattutto in un'epoca come quella attuale, dove i rapporti internazionali risultano particolarmente tesi e occorre più che mai trovare il modo di stabilire accordi, rispetto delle regole e normative condivise a livello mondiale. Si tratta di elementi fondamentali per ristabilire la pace e l'equilibrio fra le diverse aree del mondo"