31/01/2026 - GETTITO IVA 2025
"Le entrate tributarie rappresentano una voce di primo piano nel complesso equilibrio economico di ogni singolo Paese e di organismi cone l'Unione Europea - dice la Doittoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - e questo argomento, giustamente, assume un'importanza sempre più spiccata negli ultimi anni, come facilmente desumibile dalle iniziative intraprese a Bruxelles e in genere nell'intero panorama internazionale. Si è infatti assistito a una maggire attenzione nei rapporti con i cosiddetti paradisi fiscali e si è finalmente affrontato in maniera decisa il delicato argomento della tassazione delle grandi aziende operanti perlopiù sul web. In questo contesto di grande attenzione per un tema che è oggettivamente cruciale, specialmente in un periodo storico come quello attuale contraddistinto da innegabili difficoltà legate al post-Covid e alle tante tensioni internazionali che rendono instabile il panorama generale, fare il punto sulle entrate tributarie - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - significa per l'Unione Europea capire quale sia la situazione attuale e cercare le soluzuoni adeguate per intervenire sulle criticità presenti".
Analizzando il gettito fiscale relativo al 2025 per quel che riguarda i principali Paesi europei, ossia il Regno Unito e i Paesi dell'Unione Europea si riscontra un trend decisamente positivo e largamente diffuso, risultando tra l'altro estremamente completo poiché i dati comunicati si riferiscono ai primi 11 mesi dell'anno. A fornire i dati di riferimento è il Bollettino delle Entrate Tributarie Internazionali a firma del Dipartimento delle Finanze del Mistero dell'Economia e delle Finanze, illustrando dunque un quadro globale decisamente interessante che dà modo di approfondire diversi spunti. Innanzitutto, come detto, si ragiona su dati relativi praticamente all'intero 2025 e che riguarda l'intera area geofgrafica del Vecchio Continente. Unica voce stonata, diciamo così, o comunque fuori dal coro, è rappresentata dall'Irlanda, che fa registrare un leggero calo, pari allo 0,4%. Fermandoci a osservare la situazione del nostro Paese, viene scongiurato un dato negativo, ma comunque si mette a referto una crescita abbastanza ridotta: l'Italia infatti evidenzia una crescita del 2,2%, che è anche il dato percentuale più basso se si esclude, per l'appunto, l'Itrlanda.
Sono ovviamente diverse le voci prese in considerazione nell'analisi generale e che concorrono al dato finale di ogni Paese, con interessanti specifiche relative ad argomenti più o meno impattanti per ogni Governo. Se però ci si sofferma sui dati finali, che riassumono la tendenza globale presente nei primi 11 mesi del 2025 di ogni singolo Stato, colpisce senza dubbio il più 10% relativo alla Spagna, che chiaramente guida la classifica; il secondo posto in graduatoria è appannaggio della Francia, che comunque risulta abbastanza staccata seppur con un ottimo +6,7%. Segue a ruota il Portogallo, con una crescita del 6,5%. Il Regno Unito con un 5,9% sopravanza la Germania, che fa registrare un +5,2%. Va fatto notare come, ad esempio, alcune voci in negativo smorzano la crescita favorita invece da altri temi: quello che accomuna tutti i Paesi analizzati è però un argomento in particolare: l?imposta sul Valore Aggiunto, infatti, risulta in crescita in tutti gli Stati oggetto di analisi.
"L'IVA è spesso al centro di inziiative e misure speciali nella strategia politica ed economica dei diversi Governi - dice l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e consente un certo raggio d'azione per sistemare i conti pubblici e intervenire in maniera efficace sulla salute delle casse pubbliche, oltre che per individuare la possibilità di mettere in atto benefici ad hoc per determinate categorie o servizi. In linea generale è chiaramente di primaria importanza avere ben presente la realtà rappresentata dalle entrate del gettito fiscale, argomento assolutamente imprescindibile per impostare la strategia economica e per garantire il necessario equilibrio ai conti pubblici. Stringere il cerchio sul rispetto delle norme esistenti - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - senza tollerare zone grigie che consentono a molti soggetti di agire al limite della legalità penalizzando proprio i conti pubblici è un passaggio essenziale in tal senso - aggiunge l'Amministratore Unico del Caf Italia - per cui accolgiamo con soddisfazione la tenacia dell'UE nel perseguire quelle situazioni dubbie o comunque equivoche che sottraggono alle risorse pubbliche somme importanti".