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21/01/2026 - BONUS GENITORI SEPARATI O DIVORZIATI 2026

La legge di bilancio 2026, Legge 199 2025 introduce una misura significativa per il benessere familiare ai commi 234-235. Si tratta dell'istituzione di un apposito Fondo presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con l'obiettivo di sostenere i genitori separati o divorziati che non siano assegnatari dell'abitazione familiare di proprietà e che abbiano figli a carico. Il legislatore riconosce che la perdita della disponibilità della casa familiare, oltre agli obblighi di mantenimento, costituisce un fattore di rischio economico significativo per molti genitori non collocatari, spesso esposti a difficoltà nel garantire condizioni abitative adeguate per sé e per i propri figli specie nei contesti urbani caratterizzati da canoni di locazione elevati. Secondo l'attuale formulazione, il contributo potrà essere riconosciuto fino al compimento del ventunesimo anno di età del figlio, estendendo quindi la tutela oltre la soglia usuale dei 18 anni, in coerenza con l'evoluzione normativa che riconosce una responsabilità genitoriale protratta nelle fasi iniziali della vita adulta. La dotazione finanziaria prevista nella bozza era inizialmente pari a 20 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, risorse destinate ad alimentare una misura che potrebbe rivelarsi particolarmente strategica mentre nella versione definitiva non l'importo delle risorse non viene specificato È da evidenziare che la norma, pur cercando di definire l’ambito soggettivo dei beneficiari, rinvia completamente alla normativa secondaria la definizione dei requisiti puntuali e delle modalità operative per l’accesso al contributo, lasciando così irrisolti elementi applicativi essenziali e rinviando molto probabilmente di qualche mese la reale attuazione.  Il comma 2  incarica a un decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, adottato di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, il compito di definire criteri, parametri e procedure per l’erogazione dei contributi.  Da segnalare, tra le osservazioni formulate dagli uffici a supporto dell’esame parlamentare un rilievo  significativo: l’opportunità di definire in modo esplicito la nozione di figlio a carico.  L’espressione, infatti, può prestarsi a diverse interpretazioni (fiscali, anagrafiche o legate alla convivenza) e rischia di generare incertezze applicative qualora non venga chiarita in modo uniforme. Una definizione puntuale risulterebbe essenziale per delimitare correttamente la platea dei destinatari e per garantire criteri omogenei sul territorio nazionale. Nel corso dell’esame parlamentare sono state presentate numerose proposte di modifica all’articolo 56, provenienti da diversi gruppi politici, con l’obiettivo di precisare l’assetto amministrativo del Fondo, rafforzare le garanzie di equità nell’accesso e introdurre ulteriori condizioni di ammissibilità. Il testo definitivo della legge non approfondisce requisiti o condizioni e si attende come detto il decreto ministeriale attuativo per maggiori dettagli.