10/01/2026 - TASSAZIONE INTERNAZIONALE, L'OCSE DETTA LE REGOLE
"Il tema dell'equità in materia fiscale è un argomento complesso, estremamente delicato e di grande attualità negli ultimi anni, poiché - dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - è spesso visto come il cuore del cambiamento in questo ambito cruciale per l'economia dei vari Paesi, il vero motore del processo di modernizzazione dei sistemi fiscali. Se infatti insieme alla trasparenza, alla sostenibilità e alla semplificazione delle procedure non si provvede a dare una nuova veste al rapporto tra Fisco e cittadini, improntando l'evoluzione di tale rapporto al senso di giustizia e di equità, sarà molto difficile dare una vera svolta al quadro generale e rendere forti e accettabili anche le riforme in programma. Questo discorso - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - vale sì per il nostro Paese ma riguarda in realtà l'Unione Europea nel suo complesso e ogni singolo Paese membro: per questo motivo sarà fondamentale trovare le giuste soluzioni nelle grandi novità legate alla tassazione internazionale e agli obblighi fiscali da imporre alle grandi aziende operanti nel web".
Il processo di regolamentazione in materia fiscale della posizione dei colossi multimediali e, in generale, di situazioni non adeguatamente chiarite e che costano ai diversi governi cifre astronomiche ogni anno a causa di mancati introiti, continua a progredire e anche l'inizio del 2026 fa registrare importanti, concreti passi in avanti in tal senso. Risale infatti a pochi giorni fa, precisametne al 5 gennaio, un'intesa di grande importanza in materia di fiscalità internazionale: si tratta di un accordo relativo a un pacchetto di riferimento di indicazioni sull'applicazione della famosa Global Minimum Tax, che dovrà dunque fungere come un insieme di linee guida degli accrodi internazionali. Si fa specifico riferimento, per esempio, alla situazione dei Paesi in via di sviluppo e alla loro rafforzata capcità di esercitare il diritto di tassare per primi i redditi generati nel loro territorio, sulla scorta di quanto affermato in una nota ufficiale dell'Ocse sul pacchetto in questione. La collaborazione nell'ambito del Quadro inclusivo dell'Ocse/G20 vede la partecipazione di ben 147 Paesi e Giurisdizioni.
Le indicazioni di riferimento possono essere racchiusi sinteticamente in cinque piunti chiave, considerati come centrali per raggiungere gli obiettivi prefissati. Il primo punto ha come tema centrale la semplificazione degli adempimenti fiscali a carico dei contribuenti e, parallelamente, la semplificazione del lavoro svolto dalle Amministrazioni. Gli incentivi fiscali basati sulla sostanza sono invece il fulcro del secondo punto chiave, mentre il terzo si concentra sulle multinazionali che hanno la propria impresa capogruppo in una giurisdizione che risulta essere in linea con i requisiti minimi di imposizione. Relativamente al quarto punto, l'obiettivo è quello di garantire condizioni di parità ai membri dell'Inclusive Framework attraverso un processo di valutazione che si fondi su evidenze; il quinto e ultimo punto chiave mette in luce la necessità di irrobustire i regimi di imposta minima nazionale qualificata, assolutamente fondamentali per la tutela delle basi imponibili nazionali in relazione proprio alla Global Minimum Tax, con particoilare attenzione per i Paesi in via di sviluppo. Insomma, si contiuna a camminare sul solco delle misure adottate in passato e di quelle annunciate, tenendo come base la nota Soluzione a due Pilastri per riformare la tassazione internazionale.
"La necessità di tutelare il sistema di tasse e imposte dell'Unione Europea, dei singoli Paesi e quello di strutture come l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico rappresenta un'urgenza internazionale di prim'ordine - afferma l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e finalmente, dopo anni di timidi tentativi e di soluzioni andate a vuoto, si è riusciti a intervenire con efficacia in tal senso. Si tratta di novità di portata epocale che segnano un enorme passo in avanti per concetti come equità, trasparenza e rispetto della legalità, con immediati e considerevoli benefici per le economie di tutti i Paesi coinvolti. Dare vita a un insieme di regole e a un sistema chiaro in materia di fiscalità internazionale, con misure precise indirizzate a regolarizzare la posizione di autentici colossi imprenditoriali che per troppo tempo hanno potuto aggirare gli obblighi fiscali, fa comprendere come la legalità debba essere rispettata sempre e comunque - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e che il rispetto di norme eque e trasparenti porti sempre a un beneficio concreto per la collettività".