30/07/2025 - RIFORMA PEDAGGI AUTOSTRADALI
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva annunciato a maggio l'introduzione di importanti modifiche alla disciplina delle concessioni autostradali, inserite nel Decreto Legge Infrastrutture pubblicato il 21 maggio in GU (DL 73 2025) e convertito con modificazioni in legge 105 2025. Lo scopo dichiarato è allinearsi alle richieste europee e rendere il sistema più efficiente e trasparente, in coerenza con il Pnrr. Dal 2025 il sistema dei pedaggi autostradali in Italia sarà oggetto di una profonda revisione normativa, iniziata con il Decreto Infrastrutture – Decreto-Legge 21 maggio 2025, n. 73, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 116. Il provvedimento ha al suo interno una serie di misure urgenti per la gestione delle infrastrutture strategiche e, in particolare, per la definizione di un nuovo assetto tariffario delle concessioni autostradali. Una delle principali novità si trova nell’articolo 11 del decreto, che introduce modifiche alla legge n. 193 del 16 dicembre 2024, relative alla disciplina delle concessioni autostradali. Nel dettaglio: la lettera d) stabilisce che si applica il sistema tariffario per l'individuazione di tariffe adottato dall'ART, rafforzando il ruolo dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti nella determinazione dei pedaggi; la lettera e), punto 2.2), precisa che l'ente concedente dovrà obbligatoriamente indicare le tariffe nello schema di convenzione, secondo i criteri già stabiliti dall’ART; la lettera e), punto 1-bis), introduce una fase transitoria fino al 31 dicembre 2026 per avviare gare di concessione in assenza del piano completo previsto dall’art. 13 della stessa legge.Il nuovo sistema tariffario per i pedaggi proposto dall’Autorita di regolazione dei trasporti ART con la delibera 74 del 15 maggio 2025 fonda le proprie basi su tre componenti principali: Componente di Gestione, copre i costi di manutenzione ordinaria e di esercizio delle tratte autostradali; Componente di Costruzione, destinata a finanziare gli investimenti per nuove opere e ammodernamenti; Quota per Oneri Integrativi, una voce destinata allo Stato, proporzionale al volume di traffico e ai ricavi. Il sistema introduce inoltre il principio di trasparenza delle componenti di costo, permettendo all’utente e al concedente di conoscere esattamente le voci che compongono il pedaggio. Con l'entrata in vigore del nuovo decreto infrastrutture, l'ART acquisisce maggiori poteri nella definizione delle tariffe autostradali. Questo sta a significare che l'Autorità può stabilire direttamente i pedaggi senza dover passare attraverso approvazioni caso per caso, rendendo il processo più rapido e trasparente. Il nuovo sistema prevede l'introduzione di tariffe variabili in base a diversi fattori, come: la classe ambientale del veicolo, i veicoli più inquinanti potrebbero pagare di più rispetto a quelli a basse emissioni; le fasce orarie, i pedaggi potrebbero variare in base all'orario di transito, con tariffe più elevate durante le ore di punta; la congestione del traffico: le tariffe potrebbero essere modulate in base al livello di traffico, incentivando l'uso delle autostrade in orari meno congestionati. Le appena citate misure sono pensate per promuovere comportamenti di guida più sostenibili e per ridurre l'impatto ambientale del traffico autostradale. Criteri non troppo validi purtroppo per gli spostamenti per motivi di lavoro, poco soggetti al possibilità di scelta. Non è chiaro attualmente se l'impatto sugli importi dei pedaggi sarà positivo o negativo per gli automobilisti. La riforma dei pedaggi autostradali è ancora in fase di definizione e attuazione.