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27/07/2025 - FISCO: NEL 2024 PMI LE PIU' CONTROLLATE

"Quando si parla di un restyling del Fisco a 360 gradi - dice l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - ci si riferisce a cambiamenti e novità di vasta portata e relativi a diversi argomenti: dalla necessità di una maggiore efficienza a un nuovo approccio verso imprese e cittadini, da un livello più alto di trasparenza e chiarezza a un sistema moderno e in linea con le attuali esigenze sociali ed economiche, tanto per citare alcuni tra i fattori più importanti da considerare. In sintesi si potrebbe dire - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - che il Fisco non va più inquadrato come un controllore implacabile ma come un alleato dello Stato nei processi di crescita e sviluppo, non solo quindi come strumento repressivo, per quanto indispensabile, ma anche come protagonista attivo e in grado di comunicare con i contribuenti ".

Da anni si evidenzia come il Fisco abbia tra i suoi obiettivi principali, per dare concretamente vita a un nuovo corso, quello dell'equità. E in tal senso si punta a una maggiore vicinanza alle problematiche realmente esistenti sul territorio nazionale e alla ricerca di soluzioni idonee per non sottoporre a una pressione insostenibile determinate categorie, salvaguardando al contempo la salute delle casse pubbliche e la legalità sotto ogni sua forma. Da questo punto di vista, occorre altresì ricordare il contesto molto particolare in cui si muovono anche aziende e famiglie, ossia il delicato periodo immediatamente successivo alla Pandemia. Le difficoltà oggettive legate a un biennio così particolare non possono essere ovviamente ignorate nell'azione necessaria di controllo da parte del Fisco, con le conseguenze del caso. Tuttavia, emerge come, in realtà, le attività di controllo effettuate nel corso del 2024 non abbiano rispecchiato realmente i principi di sostenibilità ed equità più volte sottolineati, facendo anche venir meno l'utilità piena delle attività di accertamento riguardo le somme recuperate.

Su quasi 190.000 accertamenti ordinario avviati nel 2024, più di 81.000 hanno avuto come destinatarie proprio le PMI: in sostanza il 43% dei controlli fiscali ha riguardato le imprese di piccole dimensioni. Di tratta di una percentuale che fa riflettere e che ha fatto molto discutere, perché incarna una sproporzione abbastanza evidente riguardo alle cifre reali dell'evssione in Italia e all'efficacia in termini di somme recuperate. In tal senso, infatti, è noto come la fetta più consistente dei reati fiscali sia generata dai grandi contribuenti. La sensazione sgradevole che lasciano questi dati è quello che viene percepito come un accanimento sulle PMI, sicuramente più esposte e vulnerabili, oltre che meno attrezzare sul piano legale. E come conseguenza c'è il pericolo di una nuova ondata di sfiducia verso il Fisco e le Istituzioni.Il tema è di grande attualità e non è un problema solo italiano, poiché investe in pieno anche l'intera Unione Europea: non a caso, l'UE partecipa per un terzo del totale alle perdite fiscali mondiali.

"Un sistema fiscale equo, oltre che sostenibile e trasparente, deve saper creare un livello di fiducia alto con i contribuenti - dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - e lavorare in questa direzione per scrollarsi di dosso la fama di strumento di potere incapace di tutelare i più deboli e di comprendere la realtà economica di milioni di cittadini. Percepire che permangano privilegi verso determinate categorie è proprio ciò che mina alla base la fiducia dei contribuenti più deboli verso il Fisco - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e bisogna fare di tutto per combattere questa percezione e per promuovere l'immagine reale di un sistema fiscale che davvero vuole cambiare volto e prospettive, nell'intetesse di tutti e come strumento di crescita del Paese".