Vai alla Home Page
Iscritto all'Albo CAF del Ministero delle Finanze n.00066




click 154 Originale Aumenta Aumenta PDF Stampa Indietro

24/07/2025 - PUBBLICATO IL DECRETO, PROTOCOLLO LAVORO NELLE EMERGENZE CLIMATICHE

E' stato recepito con decreto ministeriale numero 95 del 09 luglio 2025 l'Accordo firmato il 2 luglio 2025 presso il Ministero del lavoro per un " Protocollo quadro per l’adozione delle misure di contenimento dei rischi lavorativi legate alle emergenze climatiche negli ambienti di lavoro", il quale si è reso necessario per l'eccezionale ondata di caldo che ha colpito anche quest'anno il paese.Il Ministero del Lavoro ha  affermato che con la sottoscrizione del Protocollo caldo al Ministero, le parti sociali hanno dato una risposta importante ai lavoratori e alle imprese, in un momento eccezionale; il protocollo, il primo dopo il Covid-19 ha lo scopo di scongiurare infortuni e malattie professionali legati direttamente al clima estremo. L’obiettivo è conciliare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative. Allo stesso tempo si propone di valorizzare le iniziative, anche contrattuali, di categoria, territorio o azienda, già assunte in sede nazionale e di diventare un punto di riferimento per gli eventuali provvedimenti adottati dalle amministrazioni locali. Come già diffuso, attualmente  sono  in vigore molte ordinanze regionali che vietano il lavoro nelle ore piu calde della giornata  Il documento ministeriale chiarisce le modalità di armonizzazione di  questi documenti con le indicazioni del protocollo,  che si basa anche sulle linee guida INAIL. Da segnalare in particolare  l'obbligo per i datori di lavoro di  condivide con  l'INPS gli accordi sottoscritti a livello territoriale  in materia di CIG. Il Protocollo quadro, sottoscritto il 2 luglio 2025, nasce con i seguenti obiettivi: Contenere i rischi lavorativi derivanti da emergenze climatiche (in particolare il caldo estremo); Garantire la prosecuzione delle attività produttive tutelando la salute psicofisica dei lavoratori; Promuovere buone pratiche condivise, anche attraverso accordi contrattuali a livello nazionale, territoriale e aziendale. Il documento si rivolge sia ai lavoratori outdoor (esposti direttamente agli agenti atmosferici) che indoor, specie in ambienti privi di condizioni microclimatiche idonee. Le  Misure previste nel protocollo riguardano: La Valutazione e la gestione del rischio (Il rischio climatico, incluso il microclima, deve essere integrato nel Documento di Valutazione dei Rischi  ai sensi degli articoli 28 e 29 del D.Lgs. 81/2008.), i datori di lavoro sono obbligati a monitorare quotidianamente i bollettini ufficiali meteo  e a prevedere azioni preventive immediate in caso di allerta; L'integrazione nei contratti collettivi, (è prevista l’attivazione di tavoli contrattuali nazionali, territoriali o aziendali, per tradurre il protocollo in misure specifiche per ciascun settore, le misure possono confluire nei CCNL vigenti); I temi specifici d’intervento (il protocollo individua alcune buone prassi da declinare a livello settoriale); Le misure per i cantieri temporanei (i coordinatori per la sicurezza dovranno includere il rischio microclima nel Piano di Sicurezza e coordinamento, ancora i datori di lavoro appaltatori devono prevedere nel POS misure come aree d’ombra, pause più frequenti, fornitura di bevande,adeguamento dei DPI). Si prevede che l’INAIL potrà riconoscere premialità per le imprese che applicano accordi attuativi del protocollo, senza incremento della spesa pubblica. Il Ministero del Lavoro è chiamato a: formalizzare il protocollo; facilitare l’uso degli ammortizzatori sociali (es. CIGO, CISOA), anche per stagionali; qualificare le ordinanze e i protocolli attuativi come giustificazioni valide per ritardi nei lavori dovuti a eventi climatici estremi. Le parti firmatarie si incontreranno entro sei mesi dalla sottoscrizione per controllare l’attuazione del protocollo. Inoltre potranno essere istituiti gruppi di lavoro territoriali o settoriali con il coinvolgimento di autorità sanitarie locali e altri enti istituzionali.