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28/11/2023 - IMPEGNO DEI CDL SULLA PROTEZIONE DELLE DONNE CON IL LAVORO

La tutela delle donne vittime di violenza passa anche dalle opportunità lavorative: un protocollo tra consulenti del lavoro e Fondazione Doppia Difesa. Il 22 Novembre 2023, alla vigilia della Giornata per l'eliminazione della violenza sulle donne, è stato firmato un protocollo che accerta e rende ufficiale la collaborazione tra  il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e la Fondazione Doppia difesa Onlus  attiva da anni in questo campo, per attivare in sinergia azioni e strategie che diano alle donne vittime di violenza opportunità formative e lavorative. Il documento riconosce nella formazione e nell'inserimento al lavoro delle donne vittime di violenza strumenti di primaria utilità per la loro tutela, come hanno affermato le espnenti  e fondatrici della Onlus nella presentazione. Tanto per iniziare il protocollo afferma in che ogni forma di violenza sulle donne, inclusa quella domestica, rappresenta una grave violazione dei diritti umani: libertà, dignità, integrità fisica e psichica. Secondo i dati raccolti da esperti del settore, nel 2022 in quasi il 90% dei casi l’autore della violenza è stato un soggetto con cui la vittima aveva, o aveva avuto, una relazione sentimentale o al quale era legata da uno stretto rapporto di parentela. Nel 55% dei casi gli autori sono stati mariti, conviventi o attuali partner. Le donne vittime di violenza vivono nella terrore, dominate da un senso di impotenza: la loro vita è a rischio proprio dove dovrebbero sentirsi al sicuro, in casa, quella casa dalla quale troppo spesso non riescono ad allontanarsi perché, soprattutto se non sono inserite o avviate nel mondo del lavoro, non riescono a immaginare un futuro diverso per sé stesse e per i loro figli. C’è infatti una costante, nei casi di violenza: molte donne picchiate, vessate, minacciate non hanno materialmente i mezzi per vivere fuori dalle mura domestiche. Si tratta di donne che spesso hanno dedicato gli anni migliori all’accudimento di figli e mariti/compagni/fidanzati e alla cura della casa, oppure di donne anche molto giovani che per svariate ragioni non hanno avuto opportunità di formazione e lavoro Il giorno dell'incontro per la firma del documento è stato spiegato che troppe volte si è sentito dire proprio dalle donne vittime di violenza: "E se vado via di casa come faccio a mantenermi e a provvedere ai miei figli?” Sembra quindi chiaro che l’indipendenza economica è sempre uno dei primi passi verso la libertà, altrimenti il rischio è di mettere la propria vita nelle mani di qualcun altro e di non riuscire più a riprendersela. In effetti da molte ricerche mirate risulta che delle 15.559 donne che nel 2020 hanno iniziato un percorso personalizzato di uscita dalla violenza, solo il 35,5% era occupato stabilmente, mentre il 48,7% risultava non autonomo dal punto di vista economico. Inoltre, nel 2022 erano circa 6.773.000 le donne che non lavoravano, comprese in un range di età tra i 25 e i 64 anni, pari al 42,7% del totale della popolazione femminile residente in Italia.