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25/08/2023 - PARTITE IVA SOSPETTE: ENTRATE AL LAVORO

"La gestione del particolare universo rappresentato delle Partite Iva in Italia, purtroppo, continua a prestare il fianco a critiche e polemiche di diversa natura - è quanto afferma la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - e questa situazione non fa che danneggiare da più punti di vista l'intero sistema economico del nostro Paese, incidendo in maniera fortemente negativa sul già complesso mondo del lavoro in Italia. Le antiche problematiche, esplose in maniera fragorosa con l'arrvio della grave recessione economica che da quindici anni impervera sulla realtà nostrana, hanno evidenziato come il mancato rispetto dei termini di legge riguardo l'applicazione delel norme in materia abbia creato parecchi problemi, con contratti puntualmente disattesi, con la diffusione delle false Partita Iva e con la messa a rischio di importanti diritti nel mondo del lavoro. E oggi - aggiunge l'Amministratore Unico del Caf Italia - emergono dati allarmanti riguardo al fenomeno delle Partite Iva denominate Apri e chiudi, in cui vengono individuate concrete possibilità di evasine fiscale".

La Legge di Bilancio ha avviato esplicitamente la sfida contro l'apertura di Partite Iva sospette, definite Apri e chiudi: per la precisione, i contenuti di questa nuova battaglia si trovano nella Legge n. 197 del 29 dicembre 2022, all'articolo 1, commi 148, 149 e 150, ossia nella Legge di Bilancio, appuntamento importantissimo con cui si delineano gli obiettivi per l'intero anno. Se in un provvedimento di tale portata si provvede a trattare in maniera così chiara e netta l'argomento in questione, è facile dedurne l'importanza per il sistema Paese e per le prospettive future di sviluppo e di crescita: in tale fenomeno, infatti, viene individuata una concreta minaccia al rispetto delle leggi e alle norme in materia fiscale. Un passo in avanti importante in tal senso è senza dubbio il provvedimento del 17 maggio 2023, a firma Agenzia delle Entrate, contenente i dettagli relativi ai criteri utilizzati per effettuare i controlli e alle modalità utilizzate per valutare l'apertura delle nuove Partite Iva.

Nell'ambito di tale nuova, importante battaglia, l'Agenzia delle Entrate ha comunicato i primi dati, particolarmente interessanti per inquadrare il fenomeno e cercare di capire come fronteggiare le irregolarità presenti. Alla data del 31 luglio 2023, infatti, sono ben 1.221 i provvedimenti che da gennaio hanno portato alla chiusura di altrettante Partite Iva apri e chiudi: sul totale, circa il 50% è dato da Lazio e Lombardia, rispettivamente con 254 e 359 chiusure. Si tratta di numeri su cui riflettere, mentre l'Agenzia delle Entrate continua a utilizzare questo strumento come mezzi per contrastare i comportamenti fraudolenti posti in essere con la cessata attività al fine di sottrarsi dal versamento delle imposte dovute.

"La lotta senza quartiere ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale continua nel nostro Paese - dice l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e sta portando a risultati sempre più importanti. Tuttavia le misure per contrastare tali realtà devono puntare anche alla sensibilizzazione dei contribuenti, sia dei singoli cittadini che delle aziende, e presentare un sistema fiscale complessivo sostenibile ed equo. Ovviamente occorre continuare a combattere l'illegalità senza indugi e con fermezza, per il bene comune, senza però trascurare allo stesso tempo - conclude l'Amministratore Unico del Caf Italia - le politiche atte a incentivare e regolamentare il lavoro a 360 gradi, intervenendo per dare al Fisco un volto diverso".