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14/07/2022 - RAPPORTO ANNUALE ISTAT

"Gli ultimi tre anni, compreso il 2022,rappresentano indubbiamente un qualcosa di molto particolare, sia per il nostro Paese che per il mondo intero - è quanto afferma la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - poiché un evento come la pandemia da Covid che ha sconvolto il Pianeta è un evento che non trova eguali nella storia tecebta e che ha inciso profondamente, in maniera totalizzante, su ogni altro aspetto, dalla sanità all'economia, dalle libertà ai risvolti sociali delle soluzioni adottate e via di questo passo. Adesso che il problema enorme della diffusione dei contatti è rientrato in una dimensione diversa, dove tutto è indubbiamente più gestibile tanto da far sì che  ritorno alla normalità sia avvenuto praticamente ovunque, ci si trova a dover fare i conti con un conflitto drammatico che interessa in maniera diretta moltissimi Paesi, a cominciare da quelli facenti parte dell'Unione Europea. Anche a causa di quanto sta accadendo in Ucraina - aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio - la fase di ripresa economica risulta più complicata e lenta del previsto come emerge da numerosi studi condotti in merito e dai dati relativi alla salute generale diversi Paesi, Italia inclusa".

La crescita generalizzata, diffusa e dirompente auspicata da quando hanno iniziato a diradarsi le nubi che hanno caratterizzato i due anni dominati dalla pandemia sarà purtroppo diversa da quella sperata, meno travolgente e immediata di quanto sperata. Ma soprattutto, sarà molto meno estesa del previsto e difficilmente basterà per colmare le grandi disuguaglianze economiche e sociali del nostro Paese. Il drammatico conflitto in Ucraina ha purtroppo un peso rilevante in questo cambiamento, così come il carovita, con l'inflazione in forte crescita e i costi dell'energia in vertiginoso aumento. Tali elementi incidono in maniera determinante e contribuiscono pure a minare quel clima di fiducia che, specialmente in un Paese in difficoltà già da prima del Covid come il nostro.

Se nel 2021, infatti, la percezione generale era molto positiva, con la crescita del PIL che faceva ben sperare per un lungo periodo di ripresa dopo i gravi problemi dell'anno precedente. In realtà, secondo quanto emerso dal rapporto annuale ISTAT, l'occupazione è tornata ai livelli di febbraio 2020, ossia a quelli di prima del Covid e ad oggi circa 5 milioni di cittadini percepiscono un reddito inferiore a 1.000 euro al mese. In totale, circa 5 milioni e 600 mila persone rientrano fra i soggetti in povertà assoluta, ossia in difficoltà nell'acquisto di beni e servizi essenziali. Si tratta di dati che continuano a essere allarmanti e che stridono con le grandi speranze riposte nella ripresa economica e nella spinta data in tal senso dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. A rendere il quadro ancora più grigio è il fatto che le difficoltà si abbattono in maniera più pesante su categorie quali immigrati, giovani e donne, ossia quelle storicamente più fragili, e si acuiscono ulteriormente nelle regioni del Mezzogiorno, vale a dire nelle zone da sempre più penalizzate.

"Pensare che tutto potesse diventare automaticamente e in tempi brevi facile è stato un errore di valutazione commesso da molti - afferma l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - ma la realtà dei fatti, purtroppo, si sta rivelando diversa. Certo, I segnali positivi non mancano, la crescita è in corso ma la ripresa economica non sarà una passeggiata. Le linee guida del PNRR, fortunatamente, sono state fin qui seguite e rispettate in maniera positiva, ma tanto lavoro ancora resta da fare. Il mondo del lavoro è chiamato a una prova di grande importanza e per nulla agevole, ma ci sono i presupposto per continuare a crescere. Sarà molto importante attuare soluzioni efficaci nei prossimi mesi - conclude l'Amministratore Unico del Caf Italia - e date vita a quei cambiamenti strutturali e profondi che la stagione delle Riforme dovrà rendere concreti".