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23/03/2022 - LA GUERRA IN UCRAINA FRENA LA CRESCITA DEL PIL

Il mondo sta piano piano cercando di tornare alla normalità dopo due anni vissuti in apnea per via di una pandemia mondiale dai risvolti drammatici innanzitutto a livello medico e sanitario, ma molto pesanti anche per quel che concerne la realtà economica di tutti i Paesi e per via delle grandi e prolungate restrizioni alla libertà di tutti. La battaglia contro il Covid non può essere ancora considerata vinta definitivamente e sarebbe un grave errore sottovalutare ulteriori complicazioni legate alla diffusione del virus: tuttavia a oggi la situazione sembra sicuramente più gestibile e da questo punto di vista si può guardare con maggiore speranza al futuro. I vari governi hanno messo in atto interventi di grande rilievo per far ripartire i sistemi economici e il mondo del lavoro e già si vedono i primi importanti risultati: tuttavia una nuova, grave ombra incombe sul presente e sul futuro e fa ritornare un senso di incertezza generale anche in merito alla crescita economica globale, oltre alle terribili conseguenze umanitarie che ogni guerra porta inevitabilmente con sé. Il conflitto in Ucraina, infatti, incide in maniera immediata e diretta su ogni aspetto della quotidianità di tutti i Paesi, con un peso ancora maggiore sull'intera zona UE e rappresenta un grande punto interrogativo anche sulle prospettive economiche di Bruxelles e di ogni sinogolo Paese. Le stime di crescita globsale per il 2022, precedentemente rappresentate dalla percentuale del 4,2%, sono state già riviste al ribasso, passando al 3,5% che, tradotto in cifre assolute, signifca 600 miliardi di euro in meno; ancora più consistente la mancata crescita del Pil dell'Eurozona, passato al 3% dopo aver toccato il 4,5%, con un taglio di un punto percentuale e mezzo. Ovviamente anche il nostro Paese deve registrare un cambiamento delle proprie prospettive di crescita: se si era prospettata una crescita molto rilevante, che avrebbe fatto il paio con quella poderosa del 2021, bisognerà probabilmente ridimensionare le aspettative: la percentuale di crescita attesa del 4,7% per il 2022 deve essere riconsiderata al ribasso, arrivando al 3%, a causa di rischi molto concreti legati al conflitto in Ucraina, come inflazione, aumento del costo di risorse e prodotti, diminuzione dei consumi e, in generale, al quadro congiunturale a oggi di difficile lettura.