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27/01/2022 - COVID, TREND DI INIZIO ANNO NEGATIVO

"La strada per debellare il Covid-19 continua a essere lunga e complicata, come purtroppo ci raccontano i dati snocciolati quotidianamente dai mezzi di comunicazione di massa - afferma l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e che si riferiscono sia alla situazione ancora difficile per quel che riguarda la sicurezza dei cittadini e la salute, sia per quanto concerne il sistema economico e il mondo del lavoro. Probabilmente il successo della campagna vaccinale ha un po' illuso che il quadro generale fosse ormai positivo e che i miglioramenti, seppur lenti, sarebbero stati costanti: in realtà però gli alti e bassi continuano - aggiunge l'Amministratore Unico del Caf Italia - e occorre mettere in atto ulteriori misure in grado di contenere i contagi in maniera efficace e che, in modo altrettanto efficace, permettano all'economia di risollevarsi e di abbandonare definitivamente le sabbie mobili della recessione. Resta quindi, in definitiva, ancora molto lavoro da fare in tal senso".

il processo di crescita della nostra economia, così come accaduto in maniera simile per tanti altri Paesi, non oteva essere inarrestabile e difatti fa adesso i conti con una frenata che, se definire brusca può essere esagerato, di sicuro è abbastanza consistente. Purtroppo alcuni fattori incidono in maniera importante sullo stato delle cose e la frenata della crescita riguarda in maniera generalizzata praticamente il sistema economico e occupazionale ne suo complesso anche se, naturalmente, per alcuno settori le difficoltà sono decisamente maggiori. Il Fondo monetario internazionale ha comunicato come la previsione relativa alla crescita del nostro Prodotto interno lordo sia cambiata, passando al 3,8% in riferimento all'anno in corso, facendo dunque registrare un taglio dello 0,4%; fa da contraltare a ciò la previsione relativa al 2023, che presenta un rialzo dello 0,6% e si assesta al 2,2%. A incidere in maniera negativa sulle stime del 2022 è sicuramente l'avvento della variante Omicron, estremamente contagiosa e per questo fonte di molte preocupazioni, così come l'inflazione.

Andando ad analizzare nello specifico la situazione relativa ad alcune voci in particolare del mondo del lavoro, è noto come fra i settori più in sofferenza ci siano il turismo, la ristorazione e in generale tutto ciòche possa eeesere riconducibile a questo segmento produttivo. Si tratta di una situazione che ha avuto picchi che definire drammatici non è eccessivo, anzi, visto l'ecatombe di imprese costrette a chiudere e altre migliaia di aziende rimaste attive ma a fronte di enormi sacrifici, e che ancora adesso devono fare i conti con una situazione che rimane parecchio complessa per il futuro e molto spesso particolarmente critica nell'immediato. Alcuni dati fanno riflettere e chiariscono in maniera netta il quadro attuale: si calcola che da inizio anno, rispetto all'ultimo  periodo precedente alla pandemia, ossia il 2019, il fatturato di pizzerie, ristoranti, bar e agriturismi sia letteralmente precipitato, facendo registrare una perdita globale di fatturato pari a 1 miliardo e mezzo di euro. Il crollo è legato a filo doppio a quanto accade a livello sanitario e alla risonanza che la situazione ha sui media nazionali: insieme allo smartworking e al calo del turismo, un altro fattore determinante in negativo è senza dubbio anche il timore legato alla contagiosità della variante Omicron. E la crisi profonda di questo settore riguarda da vicino anche le industrie alimentari e le aziende agricole, innescando una reazione a catena che deve necessariamente essere affrontata al più presto con l'adozione di misure adeguate.

"i primi mesi del 2022 raccontano di una situazione che continua a mostrare parecchie criticità - è quanto dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del caf Italia - e che va affrontata con serietà e lucidità, per evitare il ripetersi di quanto accaduto nelle fasi iniziali di gestione della pandemia e poi anche in seguito, quando determinati rischi sono stati sottovalutati. Permangono parecchi nodi da sciogliere e bisogna prendere decisioni importanti, anche perchè non può essere assolutamente sprecato l'insieme di risorse messe a disposizione: l'obiettivo della ripartenza economica non può essere fallito - conclude la Dottoressa Maria Emilda Sergio - pertanto nelle prossime settimane bisognerà trovare soluzioni capaci di rimettere in moto il processo di crescita che vive adesso una fase di stallo. Come dicevamo, la strada è lunga e in salita, ma percorrerla tutta è necessario per il futuro del nostro Paese".