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15/11/2021 - MULTINAZIONALI, TRASPARENZA COME OBIETTIVO UE

Continua il lungo e complicato, ma finalmente concreto, percorso intrapreso dall'Unione Europa per far sì che le multinazionali siano soggette a un regime fiscale consono e chiaro relativamente ai profitti generati nei Paesi appartenenti all'UE. Tali obiettivi, improntati al raggiungimento di importanti risultati in termini di equità, sostenibilità e trasparenza, destinati tra l'altro a far entrare cifre considerevoli nelle casse dei Paesi interessati, saranno raggiungibili ovviamente anche con l'adeguata efficacia degli strumenti di controllo preposti.  Intanto un altro fondamentale passo in avanti in tal senso è stato compiuto nei giorni scorsi, poiché dopo in cammino legislativo lungo e tortuoso, durato ben 5 anni e caratterizzato dall'atteggiamento spesso ostruzionistico di alcuni Paesi interni all'UE, come ad esempio Irlanda e Lussemburgo, si è giunti finalmente all'approvazione definitiva del Cbcr: l'acronimo in questione significa Country-be-country reporting e indica l'obbligo della pubblica rendicontazione Paese per Paese. In sostanza, si tratta del fatto che si è arrivati a definire in maniera chiara l'insieme delle regole che obbliga tutte le grandi multinazionali a dichiarare in maniera inequivocabile e precisa quanto versano al Fisco in ogni singolo Paese dell'Unione Europea. Attraverso tale ulteriore tappa nel percorso in questione si cercherà di portare alla luce del sole la pianificazione fiscale dei grandi gruppi imprenditoriali, contrastando in maniera sempre più efficace i tentativi di rifugiarsi nei paradisi fiscali tuttora presenti in seno ai Paesi dell'Unione. Nella battaglia contro i fenomeni di evasione ed elusione fiscale Bruxelles punta con sempre maggiore decisione sulla necessità di garantire la massima trasparenza, tanto che le multinazionali (comprese le loro filiali) attive in più di un Paese UE e le cui entrate annuali siano superiori al tetto di 750 milioni di euro, dovranno anche soddisfare alcuni obblighi aggiuntivi, ossia comunicare la natura dell'attività aziendale, gli utili, l'ammontare delle imposte sul reddito, il numero di dipendenti a tempo pieno, il dato relativo ai profitti o alle perdite. Tutte le informazioni richieste e indicate dal documento in oggetto dovranno essere pubblicate in rete e quindi essere disponibili per ogni controllo previsto dalle regole indicate dal Parlamento Europeo: considerati i tempi tecnici legislativi, le imprese dovranno conformarsi alle regole in questione entro la prima metà del 2024.