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15/09/2021 - OCCUPAZIONE, DATI ISTAT POSITIVI MA...

La durissima battaglia contro il Covid-19 prosegue in tutto il mondo e si combatte principalmente su due fronti: da una parte su quello sanitario, con la necessità di tenere costantemente sotto controllo il numero dei contagi e la capacità di fornire la dovuta assistenza medica a chi contrae il virus, con un ruolo sempre fondamentale giocato dalla vaccinazione; dall'altra su quello economico, con l'obbligo di evitare nuove misure restrittive e di riavviare anzi un coraggioso quanto complesso e ineludibile processo di ripartenza delle attività produttive e del lavoro tout court. A tale proposito l'ISTAT fornisce delle informazioni molto interessanti per quel che concerne la salute del nostro Paese dal punto di vista occupazionale, raccontando finalmente di una tendenza positiva dopo un lungo periodo di grande difficoltà che, fatalmente, si rifletteva anche sui numeri; così come prima però le difficoltà narrate dai numeri erano inevitabilmente da leggere in un contesto straordinario, ossia la pandemia da Coronavirus, allo stesso modo è giusto dare ora la corretta interpretazione ai dati numerici per avere un quadro più ampio e realistico, considerando alcuni aspetti fondamentali per non lasciarsi andare a letture esageratamente ottimistiche. Innanzitutto è bene comunicare come il dato positivo c'è: nel periodo aprile-giugno dell'anno in corso, finalmente, dopo 5 trimestri chiusi col segno meno, l'Istituto di Statistica ha fatto sapere che il tasso di occupazione è cresciuto del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2020, con oltre 500mila posti di lavoro in più. Il tasso di occupazione è salito di 1,7 punti percentuali in un anno, con miglioramenti sensibili per i giovani nella fascia di età compressa fra i 24 e i 35 anni, per le donne e per le Regioni del Mezzogiorno. Tuttavia è bene non dare accenti trionfalistici a tali dati perché L'ISTAT fa notare come tali statistiche riguardino prettamente i contratti a termine: in altri termini, si nota una generale riattivazione del mercato del lavoro, e la cosa è indubbiamente molto positiva e incoraggiante, ma per rendere strutturali e costanti i miglioramenti in tal senso la strada è ancora lunga e non facile.