Iscritto all'Albo CAF del Ministero delle Finanze n.00066




click 26 Originale Aumenta Aumenta PDF Stampa Indietro

19/07/2021 - OCCUPAZIONE, TREND IN CRESCITA

Il mondo del lavoro, già duramente provato nel nostro Paese come del resto un po' in tutti i Paesi economicamente più avanzati a causa della grave recessione economica di oltre un decennio fa, ha dovuto poi fare i conti con una pandemia di portata planetaria, tanto grave quanto impossibile da prevedere, che ha avuto un impatto devastante anche su tutti i sistemi economici del mondo. Dopo mesi e mesi durissimi, grazie anche e soprattutto al successo della campagna vaccinale, è stato possibile allentare le maglie di misure restrittive severissime che hanno di fatto paralizzato interi comparti produttivi e messo in ambasce le diverse economie. Adesso però, dopo indicibili difficoltà e interminabili momenti di scoramento e preoccupazione, al cospetto di un mutato panorama sanitario che poco a poco sta reintroducendo quelle situazioni di normalità a cui non eravamo più abituati, occorre progettare il futuro pensando a un rilancio consistente della nostra economia. In questo contesto è assolutamente cruciale riorganizzare il mondo del lavoro e incentivare assunzioni e produttività. La prima idea di un trend positivo già iniziato qualche mese fa è la crescita esponenziale delle assunzioni nei mesi di maggio e giugno del 2021, periodo che ha chiuso in crescendo un semestre decisamente positivo, che ha fatto segnare un aumento dei posti di lavoro decisamente significativo, con la creazione di 719mila nuovi posti. In termini percentuali i primi sei mesi del 2021 hanno superato, per quel che riguarda la creazione di nuovi posti di lavoro, del 12% i dati relativi al medesimo periodo del 2019. Attenzione però: nel leggere e interpretare cifre e percentuali bisogna sempre fare grande attenzione e considerare le numerose variabili connesse: e nel caso in questione non bisogna dimenticare la natura di questi nuovi contratti di assunzione, spesso limitati nel tempo, precari o non adeguatamente retribuiti. Inoltre rimane ancora significativamente negativo il raffronto fra i nuovi contratti di lavoro sottoscritti da quando è iniziata la pandemia è quelli che si stima sarebbero stati posti in essere senza la sciagura del Covid-19.