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07/06/2021 - CASA-LAVORO, COSA POTREBBE CAMBIARE

Il lungo periodo caratterizzato dalla pandemia da Covid-19 forse è arrivato al capolinea, almeno nella sua versione più totalizzante e che ha profondamente modificato la nostra quotidianità; nonostante il progressivo allentarsi delle misure restrittive che per mesi hanno condizionato la realtà di tutti, rimane ancora qualche traccia ed è opinione diffusa che determinate soluzioni ci faranno ancora compagnia per un po' e anche a livello psicologico l'impatto della pandemia si farà sicuramente ancora sentire in diverse circostanze. In tutto ciò non è però da escludere che determinate dinamiche potrebbero imporsi come modelli di riferimento da adottare anche da qui in avanti e tale affermazione vale in maniera particolare per il mondo del lavoro, specialmente per quel che concerne il lavoro agile e le possibili novità relative agli spostamenti casa-lavoro. A causa del Covid-19 e della assoluta necessità di limitare i contatti per provare a contenere il numero dei contagi, moltissimi lavori sono stati svolti a distanza così come accaduto per le lezioni scolastiche e universitarie: se per quel che concerne l'insegnamento però è pacifico che sia fondamentale tornare alle lezioni in presenza, per quel che riguarda ilmondo del lavoro è sicuramente interessante notare come l'idea del telelavoro o comunque del lavoro a distanza sia antecedente alla pandemia, anche perchè è stato provato come in molti casi la performance del lavoratore non viene inficiata da questa modalità, anzi in alcuni casi risulta addirittura migliore. Ma la cosa interessante è legata al fatto che esistono dei benefici sociali non di poco conto legati all'opporunità di limitare gli spostamenti da casa al posto di lavoro: da tempo ad esempio si sta pensando al modo migliore per ridurre l'impatto ambientale dovuto appunto al traffico e allo smog per motivi di lavoro. Le nostre città infatti fanno i conti con situazioni altamente dannose per l'ambiente, cn milioni di persone che tutti i giorni devono recarsi al proprio posto di lavoro: a tal proposito si segnala come l'articolo 229, comma 4 del Decreto Rilancio, ossia il Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020, avesse come obiettivo quello di "favorire il decongestionamento del traffico nelle aree urbane mediante la riduzione dell'uso del mezzo di trasporto privato individuale" e come il recente decreto attuativo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti vada nelle medesima direzione, attraverso l'istituzione di figure apposite, ossia i mobility manager. I soggetti in questione avranno dunque il compito di predisporre i PSCL adatti, ossia i Piani degli Sostamenti Casa-Lavoro definendo delle misure alternative all'utilizzo di auto private. Per la realizzazione di questi piani volti alla riduzione del traffico privato, attraverso ad esempio il ricorso all'utilizzo di mezzi come la bicicletta oppure optando per il car sharing aziendale, somo stati stanziati 50 milioni di euro.